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Follis, Arles, Costanzo II ed il cavaliere trafitto
20.1.2019
..da S.P.Q.R Coins - Monete Antiche.
Buongiorno a tutti potrei gentilmente aver aiuto a catalogare queste due Costanzo:
(1) peso 2,4g diametro 17,25mm
grazie
fig. 1
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Roma, 21.1.2019
Egregio,
con riferimento alla prima delle sue monete, riporto di seguito gli elementi significativi ad essa pertinenti:

Follis1, zecca di Arles2, 353-355 d. C., RIC VIII 215 (pag. 219), indice di frequenza "C3"

Descrizione sommaria:
D. D N CONSTAN - TIVS P F AVG3. Costanzo II, testa diademata di perle, busto paludato e corazzato a destra.
R. FEL TEMP-REPARATIO4. Segno di zecca 5. Soldato elmato volto a sinistra, scudo imbracciato col braccio sinistro, trafigge con la lancia un cavaliere caduto; scudo a terra a destra. Il cavaliere ha un berretto a punta e si gira verso il soldato protendendo il braccio destro.

La ricerca nel web di monete della tipologia di figura ha dato luogo ai seguenti risultati:

  1. http://wildwinds.com/coins/ric/constantius_II/_arles_RIC_viii_215_2.jpg Constantius II 350-353 AD., Arles, AE3. D N CONSTAN-TIVS P F AVG, pearl-diademed, draped & cuirassed bust right. FEL TEMP-REPARATIO, helmeted soldier to left, shield on left arm, spearing fallen horseman; horseman wearing Phrygian helmet, turns to face soldier and extends right arm. D in left field Mintmark: PCON Ref: RIC VIII Arles 215. Notes: 18-20mm, 2,28g Contributed by Grzegorz Chladek, September 2009. Note: What appears to be a dot between the TEMP and REPARATIO is the soldier's hand.
  2. https://www.ma-shops.com/zufahl/item.php?id=4993&lang=en&save=1&curr=USD Price 17.06US$ 15,00€ Catalog: RIC VIII 215 Material: Bronze Weight: 2.28g Diameter: 17.00mm Römisches Kaiserreich. Constantius II. 324-361 Centenionalis Erhaltung: Fast sehr schön / sehr schön. Münzstätte: Arles, 353-355. Vs: D N CONSTAN-TIVS P F AVG Drapierte, kürassierte Büste mit Diadem nach rechts. Rs: FEL TEMP - REPARATIO Soldat nach links springend, stürzenden barbarischen Reiter mit Speer durchbohrend. Im Feld: D Im Abschnitt: [-]CON RIC VIII 215.
  3. https://www.cgbfr.com/constance-ii-maiorina-reduite-mb-ae-3-ttb-,brm_505574,a.html Estimate: 180€ End of the sale:30 October 2018 15:24:07 Type: Maiorina réduite, (MB, Æ 3) Date: 354-355 Mint name / Town: Arles. Metal: copper Diameter: 20mm orientation dies: 12h. Weight: 2,26g. Rarity: R1 Officine: 3e.
  4. https://en.todocoleccion.net/coins-roman-empire/constancio-ii-ae19-arles-353-355-d-c-fel-temp-reparatio-d-tcon~x142161249 Constancio II, AE19. Arles. 353-355 d.C. FEL TEMP REPARATIO/D//TCON. Constancio II, AE19. Arles. 353-355 d.C. FEL TEMP REPARATIO/D//TCON. DN CONSTAN-TIVS PF AVG/ FEL TEMP-REPARATIO/D// TCON. RIC VIII Arles 215 2,25g. 19mm. Bonita pátina verde.
Concludo osservando che, per quanto consentito ad una valutazione a distanza, le caratteristiche fisiche,  generali e di stile della moneta riflettono quelle dei conî autentici d'epoca.  Il tipo è piuttosto comune, pertanto la moneta, se autentica, non dovrebbe valere più di una ventina di euro.

Un saluto cordiale.
Giulio De Florio

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Note:
(1) Follis (bronzo). Il RIC VIII fornisce per questa tipologia monetale le seguenti caratteristiche fisiche di massima: diametro 18-19mm, peso 2,48g. Di seguito riporto le caratteristiche fisiche delle monete di pari tipologia tratte dai link di cui sopra:

Riferimenti Peso (g.)  Asse di conio (ore) Diametro (mm)
Link1 2,28 - 18-20
Link2 2,28 - 17
Link3 2,26 12 -
Link4 2,25 - 19
Da quanto sopra si evince che le caratteristiche fisiche del campione in esame (2,4g, 17,25mm), rientrano nei margini di variabilità delle monete d'epoca di pari tipologia.
(2) La zecca di Arles batté la tipologia monetale di figura sia nel nome di Costanzo II che in quello di Costanzo Gallo. Per quanto concerne il primo, l'arco temporale dell'emissione si sviluppò tra la morte di Decenzio (18.8.353) e il conferimento del cesarato a Giuliano l'Apostata (6.11.355), mentre per Costanzo Gallo l'emissione ebbe pari inizio ma cessò con la sua esecuzione (dicembre 354). Ciò significa che, a testimonianza della concordia tra le parti, si dettero monete tipologicamente simili ma con le seguenti leggende del dritto: 
  • D N CONSTAN-TIVS P F AVG (Costanzo II, v. ad es. il link - RIC VIII 215), sino al 6.11.355
  • D N CONSTANTI-VS NOB CAES (Costanzo Gallo, v. ad es. il link - RIC VIII 217) sino al dicembre 354 e
  • D N CONSTANT-IVS NOB CAES (Costanzo Gallo, v. ad es. il link - RIC VIII 218) sino al dicembre 354.
(3) Dominvs Noster CONSTANTIVS Pivs Felix AVGvstvs. L'imperatore Costanzo Cloro aveva avuto sei figli legittimi dalla moglie Teodora, tra questi: Giulio Costanzo, padre di Costanzo Gallo e di Giuliano (passato alla storia come l'Apostata) e Delmazio senior. Diversi anni prima del matrimonio, però, aveva avuto un figlio di nome Costantino da Elena, donna di umili origini con la quale aveva convissuto in regime di concubinato, come allora si usava quando le differenze di ceto sociale non consentivano l'unione legale. Alla morte di Costanzo Cloro, fu Costantino, allora trentenne, ad assumere, per ragione di età ed esperienza (i figli di Teodora erano piccoli), l'eredità paterna; la famiglia di Teodora visse così all'ombra di Costantino. Divenuto imperatore, Costantino condivise con i figli la responsabilità di governo, sicché Costantino jr. ebbe il governo della Spagna, della Gallia e della Britannia, Costante dell'Italia, dell'Illiria e dell'Africa e Costanzo delle province asiatiche e dell'Egitto, mentre Costantino mantenne per sé la penisola balcanica. Prima di morire, nel 337, Costantino si ricordò nel testamento dei nipoti, Delmazio jr e Annibaliano, figli di Delmazio senior, fratellastro di Costantino e ad essi lasciò rispettivamente la penisola balcanica e il governo dell'Armenia e della costa del Ponto. Ciò fu causa della loro disgrazia perché, alla notizia della morte del padre, Costanzo si precipitò a Costantinopoli dove organizzò una rivolta contro gli zii e cugini discendenti di Teodora. Due fratellastri di Costantino, tra cui Delmazio senior e Giulio Costanzo, il padre di Giuliano e sette suoi nipoti, tra cui Delmazio jr. e Annibaliano, furono trucidati. Per caso si salvarono dal massacro Giuliano che all'epoca aveva sei anni e il fratello Gallo che ne aveva 12. Il crudele e sospettoso Costanzo risparmiò loro la vita ma li relegò in due diverse città dell'Asia Minore. Successivamente, in un momento di turbolenze nell'impero occidentale, Costanzo, sentendo il bisogno di avere in Oriente una figura simbolica a rappresentare la famiglia imperiale, convocò a corte Gallo, che era il più anziano dei cugini sopravvissuti alla strage seguita alla morte di Costantino I, gli diede in isposa la sorella Costantina e lo fece Cesare a Sirmium, il 15 marzo del 351. Gallo e il nuovo prefetto pretorio dell'Est, Talassio, senza por tempo in mezzo,
si trasferirono in Oriente e si insediarono ad Antiochia a metà maggio, nel momento in cui si vociferava del fenomeno meteorologico o astronomico della croce celeste, almeno creduto tale. Poiché la situazione al confine persiano si manteneva piuttosto tranquilla, Gallo ebbe vita relativamente facile. Le agitazioni degli Isauri e degli Giudei, specie di questi ultimi, furono represse con grande brutalità. Certo è che il suo governo fu caratterizzato da grande irresponsabilità e violenze che culminarono con l'istigazione al linciaggio del prefetto Domiziano e del questore Monzio. A seguito di questo accadimento Gallo fu richiamato, ufficialmente per essere trasferito in Gallia, ma in realtà per essere privato delle prerogative di comando ed essere processato e poi decapitato a Flanona presso Pola nel dicembre del 354 (v. link). Dopo la morte di Gallo, Giuliano, nominato Cesare (26.11.355), fu inviato in Gallia. Da solitario e filosofo che era, egli si trasformò presto in abile condottiero e pragmatico uomo di stato. Nel 357 sbaragliò gli Alemanni in una grande battaglia presso Argentorate (l'odierna Strasburgo). In seguito passò tre volte il Reno ottenendo successi militari, combatté vittoriosamente contro i Franchi, sebbene dovette permettere ad una parte di loro di trasferirsi in territorio romano, sulla sponda sinistra del Reno. Nel frattempo Costanzo combatteva sul Danubio contro i Quadi e i Sarmati. Nel 359, il re persiano Sapore II passò il Tigri con grandi forze, attaccando i territori romani. L'imperatore fu costretto a recarsi in Oriente e richiese a Giuliano l'invio di reparti ausiliari. La richiesta dell'imperatore trovò però resistenza da parte delle truppe galliche, poiché Giuliano, in forza di un trattato concluso con i barbari che servivano nel suo esercito, non aveva il diritto di inviarli fuori dalla Gallia. Scoppiò così una rivolta che terminò nell'inverno del 360, a Parigi, con l'acclamazione di Giuliano ad Augusto, acclamazione dovuta alla grande popolarità di cui Giuliano godeva fra i Galli per le sue capacità militari e amministrative. Giuliano dapprima chiese a Costanzo di riconoscerlo come Augusto e di evacuare le truppe dall'Occidente; ma non avendo ricevuto risposta dall'imperatore, che continuava la guerra contro i Persiani, mosse alfine verso la penisola balcanica. Costanzo si avviò per incontrarlo, ma il 5 ottobre 361 morì per cause naturali in Asia Minore. Giuliano fu riconosciuto da tutto l'Impero.
(4) Mentre trasparente è il significato della leggenda allusiva al "ritorno dei tempi felici" (forse quelli in cui Roma riusciva ancora a mantenere l'ordine e a proteggere la popolazione dalle invasioni), non del tutto certa è l'espansione della leggenda "FEL TEMP REPARATIO", potendo essere FELix TEMPorvm  REPARATIO oppure FELicium TEMPorum REPARATIO oppure FELicis TEMPoris REPARATIO. Il categorico che il Ric assegna alla tipologia monetale in esame tiene conto del modo con cui si sviluppa la leggenda del dritto e quella del rovescio, del tipo di diadema
(di perle nel caso in essere) indossato dall'imperatore e di conseguenza assegna alla moneta il categorico RIC VIII 215.
(5)  è il segno di zecca. Esso si compone di tre parti,
*la lettera D, segno distintivo dell'emissione,
*l'indicativo di zecca CON (breve per CONstantia, il nuovo nome di Arelatum, l'odierna Arles, assunto nel 328 in onore di Costantino II).
*e infine la lettera S (=secunda) che individua l'officina monetale, la seconda di tre attive nella zecca.
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