Indice Dietro Avanti
Aquileia, follis, Massenzio e la dea Roma
25.5.2020
..da Identificazione Monete (numismatica).
Ciao gruppo, qualcuno può aiutarmi nell'identificazione?
Grazie mille, e che valore potrebbe avere?
fig. 1
Cliccare sulle immagini per ingrandire
Roma, 29.5.2020
Egregio,
riporto di seguito gli elementi significativi riguardanti la moneta di figura:

Follis1, zecca di Aquileia, autunno 307 - circa 309/310 d. C., RIC VI 121a (pag. 326), indice di rarità "C"

Descrizione:
D. IMP C MAXENTIVS P F AVG2. Massenzio, testa laureata a destra.
R. CONSERV-VRB SVAE3. AQP4 in esergo. Roma assisa di fronte all'interno di un tempio esastilo, testa a sinistra, sorregge un globo con la mano destra e con la sinistra uno scettro; statue come acroteri5; X nel timpano.

La ricerca nel web di monete della tipologia di figura ha dato luogo ai seguenti risultati:

  1. https://www.forumancientcoins.com/monetaromana/corrisp/a366/a366.html c.7g, 25mm.
  2. moruzzi Disponibilità: Disponibile 150,00€. MASSENZIO, 306-312 d.C., FOLLIS, Emissione: 307 circa -309/310 d.C., Zecca di Aquileia, Rif. bibl. R.I.C., 121a; Cohen, 21; Metallo: AE, gr. 5,80, (MR84857), Diam.: 24,79mm, qSPL, (NC).
  3. vcoins US$ 85.00. € 57.87 Rates for: 05/28/20. Maxentius AE Follis. Aquileia Mint 307-309 AD. Obverse: IMP C MAXENTIVS P F AVG, laureate head right. Reverse: CONSERV VRB SVAE, Roma seated facing, head turned left, holding globe in right hand, scepter in left, within hexastyle temple, star in pediment; AQP in exergue. RIC: 121a. Size: 27mm, 5.63g. Numismatic Notes: Good VF!
  4. muenzen-ritter Roman Imperial Coins, Maxentius, Follis 307-310, xf / good xf Römische Kaiserzeit, Maxentius, Follis 307-310, vz/vz+ $165.24 Catalogue RIC 121a Weight 7.78g Diameter 25mm.
  5. muenzen-ritter Roman Imperial Coins, Maxentius, Follis 307-309, nearly xf Römische Kaiserzeit, Maxentius, f.vz $110.16 Maxentius 306-312. AE-Follis 26mm 4.57g 307-309 Aquileia. Laureate head right IMP C MAXENTIVS P F AVG / CONSERV VRBS VAE Statue of seated Roma within hexastyle temple; mintmark AQG. RIC 121a; nearly extremely fine.
  6. catawiki Roman Empire - AE follis of emperor Maxentius, Aquileia, approx. 307-310 AD. Offerta Vincente: 56€ Maxentius (306 - 312 AD.). AE Follis (5,35g 27,60mm.), Aquileia, approx. 307-310 AD. Obv : AD. IMP C MAXENTIVS P F AVG; laureate bust right. Rev : CONSERV-VRB SVAE; Roma seated in hexa style temple with globus and sceptre. Wreath in tympanon of temple. In exergue: AQS. Ref: RIC-121a (var wreath in front of star) Sear 14983.
  7. http://www.forumancientcoins.com/catalog/roman-and-greek-coins.asp?zpg=927 With the legend CONSERV VRB SVAE, Maxentius declares he is the Savior of the City, protecting its customs and privileges. RB05424. Billon follis, Paolucci-Zub 165, RIC VI Aquileia 121a, SRCV IV 14983, Hunter V 43 var. (1st officina, star in pediment), aEF, some silvering, blue-green patina, 2nd officina, Aquileia mint, weight 6.50g, maximum diameter 24.8mm, die axis 0o, 308 - 20 Apr 308 A.D.; obverse IMP C MAXENTIVS P F AVG, laureate head right, bare right shoulder from behind; reverse CONSERVAT VRB SVAE (Guardian of the city traditions), Roma seated facing in ornate hexastyle temple holding globe and spear, shield at feet, crescent in pediment, knobs as acroteria, AQS in exergue; SOLD.
  8. http://www.forumancientcoins.com/catalog/roman-and-greek-coins.asp?zpg=6964 RB09606. Billon follis, RIC VI Aquileia 121a, VF, Aquileia mint, weight 6.79g, maximum diameter 26.0mm, die axis 0o, 307 - 309/310 A.D.; obverse IMP C MAXENTIVS P F AVG, laureate head right; reverse CONSERVAT VRB SVAE (Guardian of the city traditions), hexastyle temple, Roma seated within, globe in right, spear in left, shield at right side, star on pediment, AQP in exergue; SOLD.
  9. https://www.artemideaste.com/auction/view/57/509 Lotto 509: Impero Romano. Massenzio (306-312). Follis, Aquileia. D/ IMP C MAXENTIVS PF AVG. Testa laureata a destra. R/ CONSERV VRB SVAE. Tempio esastilo. Al suo interno, Roma seduta di fronte con il capo a sinistra tiene globo e scettro. In esergo: AQΓ. RIC 121a. AE. 5.96g. 25.00mm. Bella patina cuoio. SPL. Base d'asta € 75. Prezzo attuale € 85 Bids: 3 Lotto non in vendita.
  10. https://www.deamoneta.com/auctions/view/41/2202 Starting price: 65€ Number of bids: -. Lot closed Unsold. Lot 2202 Impero Romano. Massenzio. 306-312 d.C. Follis. D/ IMP C MAXENTIVS PF AVG Busto laureato verso destra. R/ CONSERV-VRB SVAE Roma seduta  in un tempio tetrastile nel frontone crescente. AQP. Zecca di Aquileia. RIC. 121a. Peso 6,21g. Diametro 25,50mm. BB/SPL. Patina verde.
  11. https://www.biddr.com/auctions/muenzzentrum/browse?a=697&l=734761 Risultato 108€ Prezzo iniziale 108€. Stima 120€. Descrizione: RÖMISCHES KAISERREICH. MAXENTIUS Augustus 307-312. Bi-Follis 23/22mm (307/310) 6,95g, Aquileia, 1. Off. Kopf m. Lkr. n.r. IMP C MAXENTIVS P F AVG / CONSERV - VRB SVAE Roma im Tempel; Giebelstern; unten AQP. RIC  121a. Silbersudpatina, vz
  12. https://www.deamoneta.com/auctions/view/684/596 Coins 596 Maxentius (306-312). AE Follis, Aquileia mint, 307-310. D/ Head right, laureate. R/ Roma seated front, head left, in hexastyle temple, holding globe and scepter; to right, shield; as acroteria knobs; in pediment, star. RIC 121a. AE. 5.92g. 24.50mm. About EF. Starting price: 40€. Observed by: 1. Number of bids: 2. Lot closed. Sold: 45€.
Concludo osservando che le caratteristiche generali e di stile della moneta non si discostano da quelle delle monete d'epoca di pari tipologia. Mancano le caratteristiche fisiche, ragione per cui non è possibile l'esame comparativo con le monete autentiche del periodo. E' difficile dare una valutazione del valore venale di questa moneta sulla base di una foto che non la valorizza. Il tipo è piuttosto comune, se autentica, allo stato presente potrebbe valere una ventina di euro.

Un saluto cordiale.
Giulio De Florio

-------------------------------

Note:

(1) Traggo dai link di cui sopra le caratteristiche fisiche dei follis della tipologia di figura battuti dalla zecca di Aquileia e reperiti nel web:

Fonte Peso
(g)
Diametro
(mm)
Asse di conio
(ore)
Link1 - 25 -
Link2 5,80 24,79 -
Link3 5,63 27 -
Link4 7,78 25 -
Link5 4,57 26 -
Link6 5,35 27,6 -
Link7 6,50 24,8 12
Link8 6,79 26 12
Link9 5,96 25 -
Link10 6,21 25,5 -
In assenza di elementi sulle caratteristiche fisiche della moneta in esame, non sarà possibile svolgere una comparazione con i dati in tabella.
(2) IMP C MAXENTIVS P F AVG (IMPerator Caesar MAXENTIVS Pius Felix AVGustus). Marco Aurelio Valerio MASSENZIO nacque attorno al 278 d.C. da Marco Valerio Massimiano (noto agli storici come Massimiano Erculio) e dalla siriana Eutropia. Il 1° marzo del 293, DIOCLEZIANO, Augusto d'Oriente  e MASSIMIANO Erculio, Augusto d'Occidente, secondo nella gerarchia dell'impero, scelsero, come propri successori, conferendo loro il titolo di Cesare, rispettivamente, Caio GALERIO Valerio Massimiano  e Caio Flavio Valerio COSTANZO (noto agli storici come Costanzo Cloro), quest'ultimo gerarchicamente più anziano del primo. Si costituì così la prima Tetrarchia formata da due Augusti e da due Cesari, un sistema di governo che Diocleziano aveva fortemente voluto  nell'intento, tra l'altro, di evitare le successioni ereditarie, preferendo ad esse quelle basate sul merito e sulle capacità personali dei prescelti (in altra pagina di questo sito le ragioni fondanti della tetrarchia vengono trattate in modo più estensivo - cliccare qui). Il sistema di successione così escogitato voleva che, dopo vent'anni di regno, gli Augusti rassegnassero il mandato in favore dei Cesari prescelti i quali, divenuti Augusti, avrebbero a loro volta designato i propri successori tra gli uomini di rispettiva fiducia. Fu così che il 1 maggio del 305 DIOCLEZIANO, giunto al ventesimo anno di governo, si ritirò dalla vita pubblica, e altrettanto pretese da MASSIMIANO Erculio. Con l'uscita di scena, i due dimissionari assunsero il titolo puramente onorifico di "Seniores Augusti, felicissimi et beatissimi", mentre GALERIO e Costanzo furono elevati al rango di Augusti, rispettivamente d'Oriente e d'Occidente. Ma a guadagnarci fu sopra tutto GALERIO. Infatti, anche se Costanzo, come Augusto senior, possedeva il supremo potere legislativo, come era stato quello di Diocleziano prima di lui, fu GALERIO a scegliere, tra gli uomini certamente a lui fedeli, i due nuovi Cesari nelle persone di Flavio Valerio SEVERO (Cesare d'Occidente) e Valerio MASSIMINO DAIA, suo nipote (Cesare d'Oriente). La cosa scontentò gli occidentali: MASSIMIANO Erculio, perché costretto a ritirarsi anzitempo, suo figlio MASSENZIO e il figlio di Costanzo, COSTANTINO, perché tagliati fuori dalla linea di successione. MASSENZIO in particolare si trovò irrimediabilmente tagliato fuori anche perché, a causa del carattere difficile e altezzoso, nonostante il legame di parentela con GALERIO (ne aveva sposato la figlia), era in pessimi rapporto sia con il suocero che con il proprio genitore. La crisi politica del sistema tetrarchico scoppiò quando Costanzo ad Eburacum (l'odierna York al confine con la Scozia), appena poco prima di morire, il 25.7.306, conferì l'imperium a COSTANTINO alla presenza entusiastica dei soldati che lo avrebbe acclamato immediatamente Augusto se non fosse stato per l'insistenza di COSTANTINO di accettare solo il titolo di Cesare. Costantino cercò subito di farsi riconoscere da Galerio che, con la morte di Costanzo, era diventato l'Augusto senior e a questo scopo gli inviò la tradizionale effige laureata che simboleggiava il suo nuovo status. Respingere la richiesta avrebbe avuto il significato di una dichiarazione di guerra, sicché Galerio si piegò ad accettare il fatto compiuto ed elevando SEVERO (più anziano per età di MASSIMINO DAIA) al rango di Augusto, riconobbe la posizione di COSTANTINO quale membro più giovane, in quanto ultimo per data di creazione, all'interno della tetrarchia. Nello stesso periodo scoppiarono a Roma tumulti popolari causati delle tasse imposte da GALERIO anche alla popolazione romana che per tradizione secolare non era abituata a pagarle. Approfittò della situazione MASSENZIO che, postosi a capo della rivolta, il 28.10.306 si fece acclamare dal popolo e dai pretoriani. Nella speranza che GALERIO accettasse il fatto compiuto, come già era avvenuto per  COSTANTINO, MASSENZIO evitò in un primo tempo di usare il titolo di Augusto limitandosi a farsi chiamare "princeps", l'appellativo adottato secoli prima da Ottaviano Augusto. Ma alla fine, per dare una legittimità di facciata al suo regime chiese ed ottenne dal padre MASSIMIANO Erculio il riconoscimento formale del suo status in cambio di un analogo riconoscimento da parte sua nei confronti del padre. GALERIO tuttavia non volle assecondare le aspirazioni di MASSIMIANO e di MASSENZIO e ordinò a SEVERO di riprendere con le armi il controllo della penisola. SEVERO passò in Italia ma fu abbandonato dai suoi soldati e consegnato nelle mani di MASSENZIO che lo fece uccidere. GALERIO decise allora di intervenire personalmente e, all’inizio dell’estate del 307 invase l’Italia, avanzando verso sud e accampandosi ad Interamna vicino al Tevere. Ma il suo esercito non era sufficientemente numeroso per battere l'avversario. Le trattative intraprese con MASSENZIO risultarono infruttuose  e quando GALERIO si accorse che MASSENZIO stava cercando di corrompere i suoi soldati, per evitare di fare la fine di SEVERO, rientrò rapidamente nei suoi territori. La situazione di MASSENZIO tuttavia si presentava tutt'altro che facile, le due campagne militari di SEVERO prima e GALERIO poi avevano portato la distruzione nelle campagne italiche. Inoltre la rivolta di L. Domizio Alessandro aveva ridotto gli approvvigionamenti di grano dall'Africa che poterono riprendere solo nel 309 quando la rivolta fu repressa. Nell'ottobre-novembre del 308 GALERIO convocò a Carnuntum una conferenza il cui risultato fu l'elevazione di LICINIO ad Augusto al posto dello scomparso SEVERO, il riconoscimento di MASSIMINO e COSTANTINO nella qualità di "filii Augustorum" (titolo formale privo di potere reale). Nel contempo MASSIMIANO Erculio fu completamente cancellato dalla scena politica e MASSENZIO fu considerato nemico pubblico in attesa che qualcuno lo eliminasse. MASSIMIANO Erculio si rifugiò allora nei territori di COSTANTINO dove tentò di rialzare la testa complottando contro il genero, poi perdute le speranze di risalita, nel 310 si suicidò. MASSENZIO rimase invece in sella ancora per quattro anni, sino a che COSTANTINO non pose fine al suo regno e alla sua vita il 7 ottobre del 312 con la battaglia di Ponte Milvio. Altre notizie storiche sul periodo possono essere attinte dal sito: http://www.roman-emperors.org/maxentiu.htm.
(3) CONSERV-VRB SVAE (CONSERVator VRBis SVAE). Difensore della sua città. Nel periodo in questione la stessa tipologia monetale fu battuta, oltre che nel nome di Massenzio, anche in quello di:
  • IMP C MAXIMIANVS P F AVG (Massimiano, padre di Massenzio) - Ric 121b - v. ad es. il link;
  • IMP C CONSTANTINVS P F AVG (Costantino I il Grande) - Ric 121c - v. ad es. il link.
(4) AQP è il segno di zecca che si compone di due parti, la prima (AQ) indica la zecca di Aquileia, la seconda (P) designa l'officina monetale che ha battuto la moneta (la prima di tre attive nel periodo).
(5) Il tipo (la dea Roma, assisa nel tempio) e la leggenda del rovescio (CONSERV VRB SVAE) esprimono l'intento di Massenzio di proporsi come il custode delle tradizioni che avevano fatto grande la città di Roma. Il fatto che la stessa tipologia moneta sia stata battuta dalla zecca di Aquileia, al tempo sotto il controllo di Massenzio, anche nel nome di Costantino I e di Massimiano Erculio mette in luce il tentativo di Massenzio di proporsi conciliante ai suoi rivali.

Indice Dietro Avanti