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Caracalla, Nicomedia di Bitinia e il toro Apis
10.10.2025
..da Monete Imperiali Romane di Michele Monti
Buonasera, qualche informazione in più su questa moneta ? Grazie.
 fig. 1
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Roma, 18.10.2025
Egregio Lettore,
di seguito riporto gli elementi significativi riguardanti la moneta di figura:

AE17, zecca di Bitinia, Nicomedia1, 198-217 d. C., RPC V.2 indicativo provvisorio (ID 73644)

Descrizione (sono indicate in rosso le parti della leggenda usurate o comunque illeggibili):
D. ΑΥ Κ Μ ΑΥΡ ΑΝΤΩΝΕΙΝΟϹ ΕΥ ϹΕΒ. Caracalla2, busto laureato a destra.
R. ΜΗΤΡΟΠΟ ΝΕΙΚΟΜ ΔΙϹ ΝΕΩ3. Toro Apis, stante a destra4.

La ricerca nel web di monete della tipologia di figura ha dato luogo ai seguenti risultati:
  1. https://www.catawiki.com/it/l/98137737 -bitinia-nicomedia-caracalla-198-217-d-c-ae-senza-prezzo-di-r Caracalla (as Caesar). Bithynia, Nicomedia. AE 2.9g / 17mm Obverse: ΑΥ Κ Μ ΑΥΡ ΑΝΤΩΝΕΙΝΟϹ ΕΥ ϹΕΒ; laureate head of Caracalla, right.
  2. https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/type/73644 Volume V.2 Number — (unassigned; ID 73644) Province Bithynia-Pontus Region Bithynia City Nicomedia Reign Septimius Severus Person (obv.) Caracalla (Augustus) Issue Issue 2 Obverse inscription ΑΥ Κ Μ ΑΥΡ ΑΝΤΩΝΕΙΝΟϹ ΕΥ ϹΕΒ Edition Αὐτοκράτωρ Καῖσαρ Μᾶρκος Αὐρήλιος Ἀντωνεῖνος Εὐσεβὴς ΣεβαστόςΑὐ(τοκράτωρ) Κ(αῖσαρ) Μ(ᾶρκος) Αὐρ(ήλιος) Ἀντωνεῖνος Εὐ(σεβὴς) Σεβ(αστός) (Imperor Caesar Marcus Aurelius Antoninus Piοus Augustus) Obverse design laureate head of Caracalla, right. Reverse inscription ΜΗΤΡΟΠΟ ΝΕΙΚΟΜ ΔΙϹ ΝΕΩ Μητροπόλεως Νεικομηδείας δὶς νεωκόρουΜητροπό(λεως) Νεικομ(ηδείας) δὶς νεω(κόρου) Translation of the metropolis of Nicomedia, twice neocorate. Reverse design Apis bull standing, right. Metal copper-based alloy. Average diameter 16mm Average weight 3.11g Axis 6. Reference Rec 243.
  3. https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/coin/357401 RPC V.2, — (unassigned; ID 73644) Province Bithynia-Pontus City Nicomedia Region Bithynia. Reign Septimius Severus. Obverse inscription ΑΥ Κ Μ ΑΥΡ ΑΝΤΩΝΕΙΝΟϹ ΕΥ ϹΕΒ. Obverse design laureate head of Caracalla, right. Reverse inscription ΜΗΤΡΟΠΟ ΝΕΙΚΟΜ ΔΙϹ ΝΕΩ Reverse design, Apis bull standing, right. URI  https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/coin/357401. URI https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/coin/357401 Museum Bibliothèque nationale de France, Paris (France) Inventory no. 1395 (M 4845) Reference Rec 243 and Pl. XCIV, 26 (rev.). Diameter 15 Weight 2.80 Axis Note External URI https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/btv1b10316002r.
  4. https://www.acsearch.info/search.html?id=14953631 Ancient Numismatics Auctions (formerly Aquila Numismatics) Image: Ancient Numismatics Auctions (formerly Aquila Numismatics) Auction 23 124    29.08.2025 Description Roman Provincial BITHYNIA. Nicomedia. Caracalla (AD 198-217) AE Bronze (16,5mm 2,9g) Obv: ΑΥ Κ Μ ΑΥΡ ΑΝΤΩΝΕΙΝΟϹ ΕΥ ϹΕ. Laureate head of Caracalla, right Rev: ΜΗΤΡΟΠΟ ΝΕΙΚΟΜ ΔΙϹ ΝΕΩ. Apis bull standing, right RPC V.2, — (unassigned; ID 73644). Very Rare.
Concludo osservando che, per quanto consentito ad una valutazione a distanza, la moneta di figura presenta caratteristiche generali e di stile non difformi da quelle delle monete autentiche reperite nel web. Non essendo state comunicate le caratteristiche fisiche non sarà possibile svolgere un esame comparativo con le monete autentiche del periodo. Non dispongo di elementi per una stima del valore venale della moneta.

Un saluto cordiale.
Giulio De Florio
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Note:
(1) Nicomedia di Bitinia, antica città dell'Anatolia (oggi la moderna İzmit in Turchia), fu fondata attorno al 712/711 a.C. come colonia megarese con il nome di Astacus. Dopo la sua distruzione ad opera di Lisimaco fu ricostruita intorno al 264 a.C. dal re ellenistico Nicomede I, che le diede il nome. Nel 64 a.C. divenne capitale della provincia di Bitinia e Ponto. La città fu probabilmente visitata dall'Imperatore Marco Aurelio nel corso del suo viaggio in Oriente del 175-176, a seguito della ribellione di Avidio Cassio; dall'Imperatore Settimio Severo durante il periodo delle campagne partiche degli anni 197-198. Vi trascorse l'inverno del 214/215 l'imperatore Caracalla in vista delle campagne contro i Parti e pochi anni più tardi anche Elagabalo nel 218/219. Ancora potrebbe essere stata visitata dall'Imperatore Gordiano III durante il periodo delle campagne sasanidi degli anni 242-244.
(2) ΑΥ Κ Μ ΑΥΡ ΑΝΤΩ ΝΕΙΝΟϹ ΕΥ ϹΕΒ (AΥτokράτωρ Kαĩσαρ Mάρκος AΥΡήλιος ANTΩNEINOC ΕY(σεβὴς) Σεβ(αστός), equivalente al latino "Imperator Caesar Marcus Aurelius Antoninus Pius Augustus". Alla nascita Caracalla aveva il nome di Julius Bassianus, mutuato dal nonno materno. Figlio maggiore di Settimio Severo e Giulia Domna, nacque a Lugdunum (Lione) in Gallia nel 188 d.C., al tempo in cui il padre rivestiva la carica di governatore della provincia e gli fu dato il soprannome di Caracalla, con cui è passato alla storia, per via di una lunga tunica con maniche di foggia gallica che usava indossare e che aveva questo nome. Per capire perché il giovane Bassiano mutasse il proprio nome in Antonino è necessario rifarsi alla situazione politica di Roma quando, nella notte tra il 31 dicembre del 192 e il primo gennaio del 193, Commodo fu assassinato in seguito ad una congiura di palazzo ordita dai pretoriani, oltre che da Marcia che di Commodo era l'amante. Come successore di Commodo, gli insorti nominarono il senatore Publio Elvio Pertinace, uomo capace, che tentò di porre in essere una politica di rigore finanziario e di freno al potere dei pretoriani. Il neo imperatore durò in carica solo 87 giorni prima di essere a sua volta ucciso dalla guardia pretoriana nuovamente insorta. I suoi assassini non avevano un proprio candidato alla successione e, visto che si erano rivoltati solo per ottenere una paga più alta, pensarono bene di conferire il titolo di Augusto al migliore offerente sulla piazza. Il ricco senatore Marco Didio Giuliano fu così proclamato imperatore. La crisi del potere centrale non poteva lasciare indifferenti le province nelle quali era concentrato l'esercito. Le legioni dislocate a presidio della Britannia, della Siria e dell'Illiria/Pannonia, alla notizia della nomina di Didio  Giuliano, insorsero proclamando ciascuna, come imperatore, il proprio comandante e quindi, rispettivamente, Clodio Albino, Pescennio Nigro e Settimio Severo. Fu quest'ultimo tuttavia, avendo le proprie truppe acquartierate in località più prossima a Roma, a prendere l'iniziativa. Dopo aver stipulato un accordo di non belligeranza con Clodio Albino, nell'occasione gratificato con il titolo di Cesare (principe ereditario), Settimio Severo calò a Roma e la occupò. I pretoriani non gli opposero resistenza, anzi gli consegnarono Didio Giuliano che fu presto condannato a morte da un Senato terrorizzato e giustiziato il primo giugno del 193, dopo appena 60 giorni di regno. A questo punto Settimio Severo mosse in Oriente contro Pescennio Nigro. La campagna militare si protrasse per tre anni e si concluse con la sconfitta del rivale orientale e l'esecuzione in massa e la confisca dei beni dei suoi partigiani. Nel contempo una rivolta dei Parti tenne Settimio impegnato lontano da Roma sino al 196, quando giunse notizia che Clodio Albino si era autopromosso imperatore. Ora c'è da osservare che Albino godeva di un certo prestigio a Roma, specie presso il Senato, tant'è che Settimio nel 193, per rafforzare la propria posizione, si era risolto a deificare il defunto imperatore Pertinace e aveva aggiunto il nome PERT alla propria titolatura. Ma la mossa non era stata sufficiente ad assicurargli il credito di cui aveva bisogno negli ambienti romani perché Pertinace non era sufficientemente popolare nei rami dell'esercito. E allora la trovata: Settimio si autoproclamò figlio del divino Marco (Aurelio, nome per esteso, Marcus Aurelius Antoninus) e fratello di Commodo, entrando così nella grande famiglia degli Antonini; sicché quando, nel 195, Settimio decise di elevare il proprio figlio maggiore alla dignità di Cesare (designandolo quindi come suo successore), gli mutò il nome in Antonino. Da quel momento in poi Caracalla fece rapida carriera, vista la ferma volontà paterna  di assicurare all'impero una successione per via dinastica e così, da Cesare a soli 7 anni, fu  Pontefice Massimo a 9, Augusto a 10, console a 14. Dal 198 fu anche tribuno, potere che, da quel momento, gli fu rinnovato dal Senato ogni anno.
(3) ΜΗΤΡΟΠΟ ΝΕΙΚΟΜ ΔΙϹ ΝΕΩ (ΜΗΤΡΟΠΟλεως ΝΕΙΚΟΜηδείας ΔΙϹ ΝΕΩκόρου - Metropoli di Nicomedia, al secondo neocorato). Il neocorato era lo status prestigioso concesso alle città antiche, soprattutto nell'Impero Romano, che permetteva loro di costruire e mantenere templi dedicati all'imperatore o al culto imperiale. Una città con status di neocorato, chiamata "neokoros", fungeva da custode ufficiale di questi templi imperiali, elevando così la sua importanza politica e religiosa. Questo titolo era segno di onore e potere, e le città spesso gareggiavano per ottenerlo, poiché portava prestigio economico e sociale.
(4) Il toro Apis, divinità egizia, fu assimilato tardi nel mondo romano, inizialmente osteggiato e poi affermato a partire dalla dinastia Flavia, con il suo culto che si mantenne fino all'epoca di Costantino. I Romani lo integrarono sincretisticamente con i propri culti, vedendo nel toro sacro un simbolo di regalità e rinascita, tanto che l'imperatore Giuliano emise monete con la sua immagine. L'assimilazione del toro Apis da parte dei Romani era parte del più ampio fenomeno di “orientalismo” romano, con l’adattamento di culti e divinità egizie, che si diffuse ampiamente nell’Impero.
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