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| Sesterzio, Filippo I e Filippo II, terza elargizione | ||||||||||||||||||||||||
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17.11.2025
.. da
Ancient Roman Coins Phantom Chemist 84 Any help identifying this would be greatly appreciated. |
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Roma, 19.11.2025
Egregio Lettore, Sesterzio1,
zecca di Roma, 249 d. C. 2, RIC IV/III
268c (pag. 103), Cohen
V 18 (pag. 162), indice di rarità
"C".
Giulio De Florio --------------------------------
(2) Il Ric propone per questa moneta una datazione generica (247-249). Una datazione più precisa la si desume dalla cronologia di Jérôme Mairat che, nel "Tableau des émissions monétaires de l’atelier de Rome", suggerisce che la moneta sia stata battuta, come ultima emissione del regno (la 11.ma, del 249), dalla terza di sei officine al tempo attive nella zecca di Roma. (3) IMP PHILIPPVS AVG (IMPerator PHILIPPVS AVGustus). "Filippo padre, noto come l'Arabo perché nato nella colonia araba di Bostra (città dell'attuale alta Giordania, nei pressi del confine con la Siria e Israele), aveva intrapreso la carriera militare e prestava servizio in Oriente al tempo in cui, a causa della minaccia persiana, il sovrano regnante Gordiano III (diciannovenne all'epoca dei fatti) accorreva in difesa del confine orientale, insieme al proprio suocero-tutore, prefetto del pretorio, Timesiteo. Durante lo spostamento verso il teatro delle operazioni Timesiteo era morto misteriosamente e Marco Giulio Filippo aveva assunto l'incarico di prefetto del pretorio. Ma l'ambizioso Filippo, non contento di governare attraverso e per conto di Gordiano, aveva creato difficoltà tra il sovrano e le truppe, gradualmente ne aveva discreditato l'autorità sino a farlo assassinare facendosi poi acclamare imperatore (agosto/settembre 244). A dispetto del modo violento con cui era salito al potere, egli mostrò successivamente saggezza e moderazione nell'esercizio di governo. Conclusa in fretta (alcuni sostengono troppo in fretta) la pace con i Persiani, si portò immediatamente a Roma. Conscio del pericolo che su di lui incombeva se privo di un successore, egli si attivò immediatamente per creare una dinastia, conferendo alla propria moglie Otacilia Severa il titolo di Augusta ed elevando il figlio Marco Giulio Severo Filippo, dell'età di appena sette anni, prima al rango di Cesare (244) e più tardi, in concomitanza del trionfo nella campagna danubiana, a quello di Augusto (maggio del 247). Il 21 aprile del 247 (secondo Jérôme Mairat) Filippo I organizzò grandiose feste per celebrare il millenario della fondazione di Roma. Nel 248 riuscì a bloccare l'invasione dei Quadi e dei Carpi che avevano invaso la Dacia, ma presto scoppiò la rivolta di Pacatiano nella Mesia Superiore (al confine danubiano). Decio, un abile generale, comandante delle truppe in Pannonia, inviato a reprimere la rivolta, riuscì nell'intento ma, a sua volta, si ribellò e mosse alla volta dell'Italia contro il suo sovrano. I due eserciti si scontrarono a Verona alla fine di settembre 249 in una battaglia nella quale Filippo fu sconfitto e perse la vita insieme al figlio." Secondo un'altra versione, Filippo II sarebbe rimasto ucciso a Roma in seguito all'ammutinamento della guardia pretoriana non appena si era sparsa la notizia della sconfitta e della morte del padre". Per altre notizie sulla vita di Filippo I è possibile consultare l'Enciclopedia Treccani nella versione on line (v. link). (4) PAX AETERNA (Pace Eterna). |
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