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| Galerio e il Genio del Popolo Romano | ||||||||||||||||
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24.11.2011
8,70g27,2-28,1mm 0h |
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Roma, 5.3.2012
Egregio
Lettore, di seguito riporto i dati significativi pertinenti alla sua moneta: Follis1, Zecca di Antiochia, c. 304-5 d. C.2, RIC VI 59b (pag. 621), indice di rarità "c2" Descrizione
sommaria: A titolo di
confronto riporto i seguenti link relativi a monete
di tipologia simile a quella di figura:
Giulio De Florio --------------------------
(2) La moneta in esame viene datata dal RIC 304-5 d. C., essendo il 305 l'anno dell'abdicazione di Diocleziano e di Massimiano. (3) GALerius VALerius MAXIMIANVS NOBilis Caesar. Il "fondatore" della tetrarchia era stato Diocleziano. Egli era stato acclamato imperatore il 17 novembre del 284 d.C. dalle truppe di stanza a Nicomedia, dopo l'assassinio dell'imperatore Caro, seguito, ad appena un mese di distanza da quello del figlio Numeriano, su istigazione del prefetto del pretorio Apro. Nell'occasione Diocleziano aveva prima smascherato il mandante dei due delitti e poi lo aveva ucciso con le proprie mani. Inevitabile lo scontro con Carino, figlio di Caro, imperatore legittimo per successione e nomina paterna. Nella battaglia, avvenuta nella Mesia (area danubiana), Carino rimase ucciso per mano di un ufficiale della propria guardia personale e Diocleziano, rimase unico sovrano dell'impero. Memore delle esperienze trascorse, egli si propose di dare un nuovo assetto allo stato romano che garantisse maggiore sicurezza e tempestività di intervento nella difesa dei traballanti confini, desse maggiore stabilità all'economia, evitasse le lotte di successione. Perciò pensò bene di dividere il potere con un generale fidato, Marco Valerio Massimiano, a cui conferì il rango di Cesare nel 285 ed elevò ad Augusto nel 286, affidandogli il governo dell'Occidente e riservando invece a sé il controllo della parte più ricca e progredita del mondo romano, l'Oriente. La neonata diarchia (governo di due) fu innanzi tutto funzionale a contrastare la minaccia delle invasioni dal nord e dalle regioni orientali. La capitale dell'Occidente fu spostata a Milano, città più prossima alle zone di frontiera e quella d'Oriente a Nicomedia (l'odierna Izmit, sul Mar di Marmara, nella Turchia asiatica). Ogni diarca possedeva un proprio esercito, riorganizzato come forza di intervento rapido in grado di spostarsi velocemente in tutte le zone di crisi, se necessario anche in quelle di non diretta pertinenza. Allo scopo di fornire una base ideologica a questa nuova struttura dello stato, Diocleziano stabilì una gerarchia di comando che traeva spunto dalla gerarchia celeste: Massimiano diventava pari grado di Diocleziano e suo "frater"(fratello e quindi membro della gens Valeriana cui Diocleziano apparteneva - RIC VI pag. 9) ma la sua anzianità era inferiore a quella di Diocleziano perché, mentre Diocleziano assumeva il titolo di "Iovius", cioè figlio di Giove, Massimiano quello di "Herculius", figlio di Ercole, quindi più lontano da Giove per discendenza. Nel 293, sotto la pressione degli eventi militari alle frontiere, Diocleziano decise di estendere ulteriormente il progetto di decentramento dell'impero, affiancando, ai due Augusti, due Cesari, con l'incarico di presidiare rispettivamente i confini settentrionali (Britannia e Gallia) e quelli danubiani. L'impero risultò così diviso in quattro parti (in grassetto i nomi con cui i tetrarchi vengono di solito richiamati nei manuali storici):
Caio
Aurelio Valerio Diocleziano, Augusto senior, ebbe il governo
diretto della Tracia, Asia ed Egitto;
Allo
scopo di garantire una linea naturale di
successione, Diocleziano decise che ogni
Augusto, dopo 20 anni di governo, avrebbe ceduto
il potere al proprio Cesare, il quale,
divenuto Augusto, avrebbe a sua volta nominato
un Cesare di fiducia.
si compone di tre
parti: Δ (che
individua l'officina monetale, la terza di 11
attive nel periodo), ANT (=Antiochia), indicativo
di zecca, °, contrassegno di emissione. La città
di Antiochia si trovava in Siria - v. mappa
all'indirizzo: http://tjbuggey.ancients.info/images/romemap.jpg); |
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