|
||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||
|
2.3.2020
SalveChiedevo per cortesia se era possibile avere informazioni sulla seguente moneta romana di cui non trovo notizie. Allego 2 foto, davanti e dietro moneta. Peso 3g Diametro 21mm Spessore 18mm Materiale Bronzo privo di materiali ferrosi (provato con calamita) Colore bronzo/rame La ringrazio e colgo l' occasione di farLe cordiali Saluti. Cordiali saluti |
||||||||||||||||||||
|
||||||||||||||||||||
|
Roma, 3.3.2020
Egregio
Lettore, riporto di seguito gli elementi significativi riguardanti la moneta di figura: Frazione di radiato1, zecca di Cizico, 295÷299 d. C., RIC VI 18b (pag. 581), indice di rarità "C" D. GAL VAL
MAXIMIANVS NOB CAES2.
Galerio Cesare, busto radiato e corazzato a destra. La ricerca nel web di monete della tipologia di figura ha dato luogo ai seguenti risultati:
Un saluto cordiale. ------------------------------- Note: (1) Il nominale di figura è una "frazione di follis radiata" (del peso di circa 3,0 g), cosiddetta di tipo "leggero" (per distinguerla dal follis di tipo "pesante", di 6,5-5,0g, che, come carattere distintivo, presentava un punto sotto la linea di esergo). L'asse di conio della moneta poteva essere ad ore 0 oppure ad ore 6. Raccolgo in tabella le caratteristiche fisiche delle monete della tipologia di figura tratte dai link di cui sopra:
(2) GAL VAL MAXIMIANVS NOB CAES (GALerius VALerius Maximianus NOBilis CAESar). Per il profilo biografico di Galerio Valerio Massimiano (brevemente noto come Galerio) rimando a wikipedia. Qui preferisco accennare alla riforma costituzionale di Diocleziano: "Fondatore" della tetrarchia era stato Diocleziano. Egli era stato acclamato imperatore il 17 novembre del 284 d.C. dalle truppe di stanza a Nicomedia, dopo l'assassinio dell'imperatore Caro, seguito, dopo appena un mese di tempo, da quello del figlio Numeriano, su istigazione del prefetto del pretorio Apro. Nell'occasione Diocleziano aveva prima smascherato il mandante dei due delitti e poi lo aveva ucciso con le proprie mani. Inevitabile lo scontro con Carino, figlio di Caro, imperatore legittimo per successione e nomina paterna. Nella battaglia, avvenuta nella Mesia (area danubiana), Carino rimase ucciso per mano di un ufficiale della propria guardia personale e Diocleziano, rimase unico sovrano dell'impero. Memore delle esperienze trascorse, egli si propose di dare un nuovo assetto allo stato romano che garantisse maggiore sicurezza e tempestività di intervento nella difesa dei traballanti confini, desse maggiore stabilità all'economia, evitasse le lotte di successione. Perciò pensò bene di dividere il potere con un generale fidato, Marco Valerio Massimiano, a cui conferì il rango di Cesare nel 285 per poi elevarlo ad Augusto nel 286, affidandogli il governo dell'Occidente e riservando invece a sé il controllo della parte più ricca e progredita del mondo romano, l'Oriente. La neonata diarchia (governo di due) fu innanzi tutto funzionale a contrastare la minaccia delle invasioni dal nord e dalle regioni orientali. La capitale dell'Occidente fu spostata a Milano, città più prossima alle zone di frontiera e quella d'Oriente a Nicomedia (l'odierna Izmit, sul Mar di Marmara, nella Turchia asiatica). Ogni diarca aveva un proprio esercito, riorganizzato come forza di intervento rapido in grado di spostarsi velocemente in tutte le zone di crisi, se necessario anche in quelle di non diretta pertinenza. Allo scopo di conferire una base ideologica a questa nuova struttura dello stato, Diocleziano stabilì una gerarchia di comando che traeva spunto dalla gerarchia celeste: Massimiano diventava pari grado di Diocleziano e suo "frater" (fratello e quindi membro della gens Valeriana cui Diocleziano apparteneva - v. RIC VI pag. 9) ma la sua anzianità era inferiore a quella di Diocleziano perché, mentre Diocleziano assumeva il titolo di "Iovius", cioè figlio di Giove, Massimiano quello di "Herculius", figlio di Ercole, quindi più lontano da Giove per discendenza. Nel 293, sotto la pressione degli eventi militari alle frontiere, Diocleziano decise di estendere ulteriormente il progetto di decentramento dell'impero, affiancando, ai due Augusti, due Cesari, con l'incarico di presidiare rispettivamente i confini settentrionali (Britannia e Gallia) e quelli danubiani. L'impero risultò così diviso in quattro parti. In grassetto i nomi con cui i tetrarchi vengono di solito citati nei manuali storici: Caio Aurelio Valerio Diocleziano,
Augusto senior, ebbe il governo diretto di
Tracia, Asia ed Egitto; Allo scopo di garantire una linea naturale di
successione, Diocleziano decise poi che ogni
Augusto, dopo 20 anni di governo, avrebbe ceduto
il potere al proprio Cesare, il quale, divenuto
Augusto, avrebbe a sua volta nominato un Cesare
di fiducia.
|
||||||||||||||||||||
|
||||||||||||||||||||