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 Arles, follis, Costantino I e il Sole invitto
8.1.2022
..da Monete Imperiali Romane di Michele Monti.
Salve, sapete dirmi che moneta è?
fig. 1
Cliccare sulle figure per ingrandire
Roma, 9.1.2022
Egregio,
di seguito riporto gli elementi significativi riguardanti la moneta di figura:

Follis1, zecca di Arles, 313-315 d. C.2, RIC VII 40 (pag. 237), indice di rarità "r4".

Descrizione sommaria (sono indicate in rosso le parti della leggenda usurate o comunque non più leggibili):
D. IMP CONSTANTINVS P F AVG3. Costantino I, busto laureato, paludato e corazzato a destra, visto di tre quarti in avanti.
R. SOLI INV-I-CTO COMITI4. QARL5 in esergo. Il Sole radiato, stante a sinistra, testa a sinistra, solleva la mano destra e sorregge un globo con la sinistra, clamide sulla spalla sinistra.

La ricerca nel web di monete della tipologia di figura ha dato luogo ai seguenti risultati:

  1. colleconline Monnaie de Constantin 1er, frappée à Arles en 313-314. IMP CONSTANTINVS P F AVG, buste lauré drapé et cuirassé à droite. SOLI INV-I-CTO COMITI, le soleil debout à gauche levant la main droite et tenant un globe, TARL à l’exergue. 18.5mm  2.8g. Ferrando 67 – Ferrando II 195 (C2) - RIC VII 40.
  2. https://www.cgbfr.it/constantin-ier-le-grand-follis-ou-nummus-ttb-ttb,brm_609536,a.html brm_609536 - COSTANTINO I IL GRANDE Follis ou nummus.COSTANTINO I IL GRANDE Follis ou nummus q.SPL/BB. 55.00€ Tipo: Follis ou nummus. Data: 313-314. Nome della officina / città: Arles. Metallo: rame. Diametro: 21,5mm. Asse di coniazione: 1 h. Peso: 2,22g. Officine: 2e. COMMENTI SULLO STATO DI CONSERVAZIONE: Flan large, centré. Faiblesse sur Sol au revers. Joli buste. Patine grise. N° NELLE OPERE DI RIFERIMENTO:    AMA.230 (26 ex.) - F.126 - RIC.40 - EMA.3 /25. PEDIGREE: Exemplaire n° 2151 du trésor de Chitry. DIRITTO Titolatura diritto: IMP CONSTANTINVS P F AVG. Descrittivo diritto: Buste lauré, drapé et cuirassé de Constantin Ier à droite, vu de trois quarts en avant (A*). Traduzione diritto: “Imperator Constantinus Pius Felix Augustus”, (L’empereur Constantin pieux heureux auguste). ROVESCIO. Titolatura rovescio: SOLI IN-VI-CTO COMITI// SARL. Descrittivo rovescio: Sol (le Soleil) radié à demi nu, le manteau sur l’épaule, debout à droite, tournée à gauche, levant la main droite et tenant un globe de la gauche.Traduzione rovescio: “Soli Invicto Comiti”, (Au compagnon le Soleil invincible). COMMENTO Poids léger. Rubans de type 3. CRONISTORIA COSTANTINO IL GRANDE I (25/07/306-22/05/337) Flavius Valerius Constantinus Augustus (25/12/307-22/05/337). Costantino è nato nel 274, figlio di Costanzo ed Elena. È stato nominato Cesare alla morte di suo padre 25 luglio 306 ed è stato proclamato august 25 dicembre 307. Si sposò Fausta, figlia di Massimiano, che gli darà cinque figli, tre agosto. I primi 20 anni del suo regno sono dedicati a diventare il principale agosto contro Massimiano, Galerio, Massenzio, Massimino e Licinio II. Egli è riconosciuto come il primo imperatore cristiano, anche se battezzato solo sul letto di morte 22 maggio 337.
  3. https://www.cgbfr.it/constantin-ier-le-grand-follis-ou-nummus-ttb-,brm_609425,a.html brm_609425 - COSTANTINO I IL GRANDE Follis ou nummus. COSTANTINO I IL GRANDE Follis ou nummus q.SPL. 195.00€ Tipo: Follis ou nummus. Data: 313-314. Nome della officina / Arles. Metallo: rame. Diametro: 20,5mm. Asse di coniazione: 12h. Peso: 3,29g. Grado di rarità: R3. Officine: 1re. COMMENTI SULLO STATO DI CONSERVAZIONE: Monnaie centrée. Joli buste. Fine usure superficielle. Patine grise. N° NELLE OPERE DI RIFERIMENTO: AMA.192 - F.64 - RIC.40. PEDIGREE: Exemplaire n° 2140 du trésor de Chitry.
  4. https://www.acsearch.info/search.html?id=62875 CGB.fr http://www.cgbfr.com/. Description CONSTANTIN Ier LE GRAND (25/07/306-22/05/337) Flavius Valerius Constantinus Auguste (25/12/307-22/05/337) Follis ou nummus 313-315 N° brm_186704. Date: 313-315. Nom de l'atelier: Arles. Métal: billon. Diamètre: 20mm. Axe des coins: 6h. Poids: 4,00g. Etat de conservation: SUP/TTB+. Commentaires sur l'état de conservation: Exemplaire sur un flan ovale, bien centré. Beau portrait. Frappe un peu mplle au revers. Patine marron foncé, lissée au droit, légèrement grnauleuse au revers. Prix: 45,00€ N° dans les ouvrages de référence: RIC.40 - C.514 - F.62. Titulature avers: IMP CONSTANTINVS P F AVG. Description avers: Buste lauré, drapé et cuirassé de Constantin Ier à droite, vu de trois quarts en avant (A*). Traduction avers: 'Imperator Constantinus Pius Felix Augustus', (L’empereur Constantin pieux heureux auguste). Titulature revers: SOLI IN-V-ICTO COMITI/ -|-// SARL. Description revers: Sol (Le Soleil) radié à demi nu, debout à gauche, levant la main droite et tenant un globe de la gauche. Traduction revers: “Soli Invicto Comiti”, (Au Compagnon le Soleil Invincible). Commentaire à propos de cet exemplaire: Poids lourd. Rubans de type 3. Ptéryges fines sous le paludamentum. Historique: Constantin est né en 274, fils de Constance Chlore et d'Hélène. Il est nommé césar à la mort de son père le 25 juillet 306 et est proclamé auguste le 25 décembre 307. Il épouse Fausta, la fille de Maximien Hercule, qui lui donnera cinq enfants dont trois augustes. Les vingt premières années de son règne sont consacrées à s'imposer comme principal auguste contre Maximien Hercule, Galère, Maxence, Maximin II et Licinius. Il est reconnu comme le premier empereur chrétien, bien que baptisé seulement sur son lit de mort le 22 mai 337.
Concludo osservando che le caratteristiche generali e di stile della moneta appaiono comparabili con quelle delle monete d'epoca di pari tipologia. Mancano le caratteristiche fisiche e non è possibile un esame comparativo con le monete autentiche del periodo. Nel presente stato di conservazione la moneta, se autentica, ha, a mio avviso, un valore venale di c. 10,00€.

Un saluto cordiale.
Giulio De Florio

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Note:

(1) Follis, biglione (rame, bagnato d'argento). Raccolgo in tabella le caratteristiche fisiche dei folles della tipologia di figura presenti nei link sopra indicati:
Rif. Peso(g) Asse di conio(h) Diametro(mm)
1 2,8 - 18,5
2 2,22 1 21,5
3 3,29 12 20,5
4 4,00 6 20
Non essendo disponibili le caratteristiche fisiche del campione in esame (peso, diametro, asse di conio), non sarà possibile svolgere un esame comparativo con le monete autentiche sopra menzionate.
(2) La tipologia di figura fu battuta, secondo il Ric, tra il 313 e il 315 d. C., sia nel nome di:
  • Costantino (IMP CONSTANTINVS P F AVG PF AVG - Ric 40), che di
  • Licinio (IMP LICINIVS P F AVG - Ric 46),
segno del temporaneo stato di pace tra le due dinastie.
(3) IMP CONSTANTINVS P F AVG (IMPerator CONSTANTINVS Pius Felix AVGustus). In altra pagina del sito (cliccare qui) ho tracciata una sintesi storica della tetrarchia, dalle origini sino alla conferenza di Milano del gennaio-febbraio del 313 che aveva sancito la parità di culto tra la religione cristiana e quella pagana, ma sopra tutto, dal punto di vista politico, affermato l'alleanza tra Costantino, Augusto d'Occidente e Licinio, Augusto d'Oriente. La pace tra i due non era destinata a durare, Costantino infatti, per contenere il potere di Licinio, aveva avviato con lui negoziati per la creazione di uno stato cuscinetto tra i due reami comprendente la Rezia e la Pannonia, alla testa del quale intendeva mettere Bassiano, suo cognato, una volta elevato al rango di Cesare. L'annuncio dell'elevazione doveva essere dato a Treviri il 25 luglio del 315, nella ricorrenza del primo decennale di regno di Costantino. Ma in quell'occasione Costantino svelò un complotto contro la sua persona ordito dallo stesso Bassiano e da Licinio che doveva trovare esecuzione per mano di Senecio, fratello di Bassiano. Seguì un periodo di guerra fredda tra i due Augusti con scambi di note diplomatiche, culminato con la rottura finale nell'agosto-settembre del 316 quando le zecche occidentali (Arles, Treviri, Roma, Ticinum, sotto il controllo di Costantino) cessarono di battere moneta anche nel nome di Licinio e le operazioni belliche ebbero inizio. Licinio, battuto a Cibalae (l'attuale Vinkovici nella Croazia orientale), si ritirò ad Adrianopoli (l'odierna Edirne) in Tracia. Per assicurarsi la lealtà dell'esercito in Europa, Licinio durante la ritirata aveva elevato al rango di Augusto un suo generale, Valerio Valente, con responsabilità sulla Mesia Inferiore (l'odierna Macedonia). Costantino, come contromossa, aveva elevato al rango di Cesare, i figli Crispo e Costantino jr. L'avanzata di Costantino fu fermata a Filippopoli (Plovdiv, nell'odierna Bulgaria) da negoziati alla fine risultati infruttuosi. La parola tornò alle armi e i due eserciti si scontrarono di nuovo a Campus Ardiensis (l'odierna Harmanli in Bulgaria) in una battaglia non risolutiva nella quale Licinio fu comunque ancora una volta battuto. Costantino avanzò ancora sino a Bisanzio sulle tracce dell'avversario che però si era ritirato a Beroea (l'odierna Veria nel nord della Grecia). Ora ciascuno dei due contendenti rischiava di vedersi tagliate le linee di rifornimento. Perciò nuovi negoziati furono intrapresi, Licinio dovette accettare la perdita di gran parte del territorio europeo e l'esecuzione di Valente, ma ottenne di poter conservare il trono. La pace fu sancita ufficialmente a Serdica (oggi Sofia), il 1.3.317 e furono riconosciuti come Cesari Costantino jr e Crispo, figli di Costantino I, e Licinio jr, figlio di Licinio I. La  partita finale tra i due Augusti era ancora una volta rimandata ... [n.d.r.; notizie storiche tratte dal RIC].
(4) SOLI INV-I-CTO COMITI (al Sole Invitto Compagno). Invitto era l'epiteto di tre diverse divinità, El Gabal (divinità siriaca), Mitra (divinità di origine persiana) e Sole (il dio protettore dell'imperatore Aureliano) che venivano festeggiate nello stessa giorno, il 25 dicembre, "dies natalis solis invicti". La festa, secondo wikipedia, era stata introdotta da Elagabalo (218-222) e aveva raggiunto l'apice della popolarità sotto Aureliano che l'aveva diffusa in tutto l'impero. Quando Giulio Cesare aveva introdotto il calendario giuliano, il 25 dicembre corrispondeva approssimativamente alla data del solstizio d'inverno. Dunque, proprio nel giorno più corto dell'anno, il Sole dimostrava la sua natura invitta perché dava inizio ad un nuovo ciclo di crescita. Il tipo del rovescio della moneta in esame richiama il culto del Sole, persistente in tutta la monetazione di Costantino e, mantenendo la stessa leggenda, anche in quella precedente dai tempi di Adriano. Secondo P.M. Bruun, la scelta di Costantino di ritrarre il dio Sole sulle monete va interpretata, piuttosto che come professione di fede, come sfida all'ideologia tetrarchica di Diocleziano che voleva l'imperatore "gioviano", figlio di Giove. Poiché la moneta di figura era stata coniata pochi anni dopo la battaglia di Ponte Milvio del 28.10.312, si pone il problema dell'apparente contraddizione tra la famosa visione di Costantino ("in hoc signo vinces", con riferimento al cristogrammo , segno premonitore, nella vulgata popolare, della vittoria su Massenzio) e l'omaggio al dio Sole, simbolo palese di paganesimo. In realtà la contraddizione é solo apparente, Costantino era a capo di un impero pagano e pagano egli era stato nel corso della sua vita, pare infatti che si facesse battezzare solo poco prima della morte. Come sovrano, egli aveva preteso onori divini, facendosi riconoscere quale incarnazione del dio Sole; tuttavia nel 313, con l'editto di Milano, egli aveva legalizzato e protetto la religione cristiana, concesso benefici al clero e personalità giuridica alle comunità cristiane, i suoi stessi figli erano stati educati nello spirito della religione cristiana.  Insomma è probabile che, pur rimanendo legato al paganesimo, fonte del suo potere, promuovesse la convivenza, nella reciproca tolleranza, tra il paganesimo e il cristianesimo intuito come la religione del futuro. Quanto al cristogramma e alla sua interpretazione cristiana, esso appartiene ad una tradizione successiva agli eventi a cui viene comunemente riferito (la battaglia di ponte Milvio).
(5) QARL, segno di zecca, si compone di due parti:
  • la lettera Q (=quarta) indica l'officina monetale, quarta di quattro al tempo attive nella zecca;
  • il gruppo ARL, breve per ARELATE, toponimo di probabile origine gallica, oggi Arles sul fiume Rodano nella regione della Provenza (sud della Francia).
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