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Bologna, quattrino chiavarino, anonime dei Bentivoglio, S. Petronio
7.1.2025
..da Identificazione Monete (numismatica).
Buonasera,
qualcuno mi può confermare se questa moneta è un grosso dello stato pontificio BONIFACIO IX?
Grazie
fig. 1
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Roma, 11.1.2025
Egregio,
di seguito riporto gli elementi significativi riguardanti la moneta di figura:

Quattrino chiavarino1, zecca di Bologna, 1464-14902, numismatica-italiana.lamoneta.it W-BO1403/3-2, CNI X 55 (pag.28) Tav. II-113, Indice di rarità R

Descrizione sommaria (sono indicate in rosso le parti della leggenda usurate o  comunque non più leggibili):
D. oDEoBOoNOoNIAo4, lungo il bordo, intorno a partire da ore 1; nel campo, chiavi decussate munite di 4 occhielli circolari del Santo nimbato e mitrato. seduto di fronte, col pastorale nella mano destra e la città appoggiata sul ginocchio sinistro.
R. oS•PETR-ONIVS5, lungo il bordo, a partire da ore 1; nel campo, santo seduto, con città nella mano sinistra e pastorale a destra.

La ricerca nel web di monete della tipologia di figura ha dato luogo ai seguenti risultati:

  1. https://numismaticaferrarese.bidinside.com/it/lot/17273/stato-pontificio-bologna-monetazione-/ Base d'asta: 30,00 EUR Offerta corrente: 34,00 EUR Numero offerte: 2 Descrizione Stato Pontificio - Bologna - Monetazione anonima pontificia XV Sec - Quattrino con città a sinistra e pastorale a destra - MIR 299/2 - R - Mi gr. 0,90 Grading/Stato: BB.
  2. https://www.numisbids.com/sale/5935/lot/22 Numismatica Ranieri S.r.l. Online Auction 13  11 Sep 2022 Lot 22 Starting price: 20 EUR Price realized: 35 EUR BOLOGNA Monetazione Anonima Pontificia, sec. XV. Quattrino. Mi gr. 0,57 Dr. DE BO NO NIA. Chiavi decussate. Rv. S PETR - ONIVS. San Petronio, stante e frontale, regge pastorale e modellino della città. CNI 54; Ch. 118. Molto Raro. BB.
  3. https://mobile.numismaticaranieri.it/archivioscheda/45952-bologna-monetazione-anonima-pontificia-sec-xv-quattrino.aspx BOLOGNA Monetazione Anonima Pontificia, sec. XV. Quattrino. Mi gr. 0,63 Dr. DE BO NO NIA. Chiavi decussate. Rv. S PETR - ONIVS. San Petronio, stante e frontale, regge pastorale e modellino della città. CNI 54; Ch. 117. Raro. BB.
  4. https://www.numismaticaranieri.it/archivioscheda/3705-bologna-monetazione-anonima-pontificia-sec-xv-quattrino.aspx BOLOGNA Monetazione Anonima Pontificia, sec. XV. Quattrino. Mi gr. 0,57 Dr. DE BO NO NIA. Chiavi decussate con impugnatura di tipo H. Rv. S PETR - ONIVS. San Petronio, stante e frontale, regge pastorale e modellino della città. CNI 34; Ch. 104. Raro. MB/BB
Concludo osservando che le caratteristiche generali e di stile della moneta non si discostano da quelle delle monete d'epoca di pari tipologia. Mancano le caratteristiche fisiche e non è possibile un esame comparativo con le monete autentiche del periodo. Nel presente stato di conservazione la moneta, se autentica, vale, a mio avviso, una decina di euro.

Un saluto cordiale.
Giulio De Florio

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Note:

(1) Quattrino (detto chiavarino), con santo seduto del XV secolo. Riprendo parzialmente da https://www.cronacanumismatica.com/top-contents-la-lunga-storia-del-quattrino-a-bologna/ la lunga storia del quattrino di Bologna. In bassa lega d’argento, fu battuto dal 1406. Nel Medioevo il termine quattrino indicava una moneta da quattro denari, ove il denaro era l’unità monetaria di base più piccola. Il primo quattrino, emesso a Firenze nel 1332, valeva quattro denari toscani. Sessanta anni dopo il governo bolognese decise di coniare anche a Bologna una moneta dello stesso valore dei quattrini toscani che circolavano già da molti anni nel suo territorio. A Bologna però il suo valore era di due denari locali in quanto nelle città emiliane il denaro aveva subito una svalutazione minore di quanto accaduto in Toscana. Il quattrino bolognese del 1406 presentava al dritto le chiavi pontificie ed al rovescio san Petronio stante, con la città di Bologna tenuta su una mano. La decisione di battere questa moneta fu certo di natura economica, mentre la scelta dei tipi fu politica. All’inizio del Quattrocento, a seguito dell’indebolimento del Papato provocato dallo scisma religioso che aveva portato all’elezione di una serie di antipapi, Bologna godeva di una notevole autonomia. Così, nel 1401, Giovanni I Bentivoglio ne approfittò per impadronirsi del governo della città. Ma l’anno successivo venne sconfitto a Casalecchio sul Reno da Gian Galeazzo Visconti e la città passò sotto il dominio milanese. Nel 1404, a causa della crisi dello stato visconteo provocata dalla morte di Giangaleazzo, Bologna tornò sotto il dominio pontificio. Quando il cardinale legato Baldassarre Cossa – poi antipapa Giovanni XXIII – prese possesso della città cercò di attuare una politica conciliante mantenendole una certa apparenza di autonomia. Per questo motivo, quando i quattrini furono battuti per la prima volta nell’ottobre del 1406, fu scelto di raffigurare le chiavi decussate e legate, simbolo del potere pontificio, mentre nel rovescio fu posto san Petronio, protettore della città e simbolo di autonomia. Quindi la figura del santo locale, posta sui quattrini, doveva celebrare la parziale autonomia cittadina nei confronti del pontefice. Nel 1464, per distinguere il nuovo quattrino da quello vecchio, il santo, che prima era in piedi, venne raffigurato seduto. Un’altra modifica nell’aspetto dei quattrini fu introdotta nel 1490 quando Giovanni II Bentivoglio iniziò a inserire il suo stemma familiare su tutte le monete che uscivano dalla zecca di Bologna. Per questo motivo, nello spazio sottostante le due chiavi incrociate comparve lo stemma poligonale dei Bentivoglio, la “sega”. Per mancanza di spazio l’incisore dei coni tralasciò il cordone con il fiocco che univa tra loro le chiavi.
Raccolgo in tabella le caratteristiche fisiche dei quattrini della tipologia di figura reperiti nel web:

Riferimenti Peso(g) Asse di conio (ore) Diametro(mm)
Link1 0,90 - -
Link2 0,57 - -
Link3 0,63 - -
Link4 0,57 - -
In assenza delle caratteristiche fisiche della moneta in esame non sarà possibile svolgere un esame comparativo con le monete autentiche del periodo.
(2) 1464-1490, datazione indicata da numismatica-italiana.lamoneta.it
(3) Le monete classificate CNI X 54 (pag.28) Tav II-11 hanno la tiara ad inizio della leggenda del dritto, le chiavi decussate munite di 4 occhielli circolari del Santo nimbato e mitrato. seduto di fronte, col pastorale nella mano destra e la città appoggiata sul ginocchio sinistro.
(4) oDEoBOoNOoNIAo è l'etnico, cioè lo stato (Bononia/Bologna) nel nome del quale la moneta è stata battuta. Come enunciato nelle note precedenti, il quattrino bolognese, a partire dal 1464, recava al dritto le chiavi decussate, legate con cordoni e fiocco e al rovescio il santo seduto. La moneta in esame, è dunque esattamente databile (1464-1490) e attribuibile alla signoria di Giovanni II Bentivoglio.Traggo da wikipedia le note biografiche che seguono su Giovanni II Bentivoglio (Bologna, 15 febbraio 1443 – Milano, 16 febbraio 1508), signore de facto di Bologna dal 1463 al 1506. Figlio del condottiero Annibale I Bentivoglio e di Donnina Visconti, Giovanni venne armato cavaliere a nove anni. In seguito alla morte del cugino Sante Bentivoglio, del quale sposò la fresca vedova Ginevra Sforza, divenne primo cittadino di Bologna nel 1464. Benché la città fosse governata da un senato formato dalle famiglie più importanti, Giovanni comandò in modo assolutistico sulla città come fosse sua signoria. Appassionato d'arte, si circondò di artisti, su tutti Lorenzo Costa, e di intellettuali facendo diventare Bologna, già sede di una prestigiosa università, ancor di più un centro culturale, creando una corte anomala, ma assolutamente squisita ed avanzata, tale da far impallidire le vicine corti estensi o montefeltrine. Egli è universalmente riconosciuto come uno dei più grandi principi rinascimentali. Fu legato in amicizia ad un altro protagonista del Rinascimento, Lorenzo de' Medici. In politica estera, cercò di mantenere la pace con Sforza, Medici e Papa.
(5) oS•PETR-ONIVS. Traggo da wikipedia le note che seguono sulla figura del santo. Petronio (Bologna, IV secolo – Bologna, 450?), vescovo romano, guidò la Diocesi di Bologna dal 431 al 450 circa, attestato in forma documentata come ottavo vescovo di Bologna nell'Elenco Renano, un'antica lista dei vescovi bolognesi. In base a considerazioni storiche, il suo episcopato va collocato tra il 431 e il 449 (o 450). La reale esistenza del personaggio è suffragata da due testimonianze a lui coeve: Eucherio di Lione lo cita in una lettera come esempio di persona che aveva abbandonato una posizione sociale molto elevata per entrare nell'ordine sacerdotale; Gennadio di Marsiglia descrive Petronio, vescovo di Bologna, uomo di santa vita ed esercitato fin dall'adolescenza negli studi dei monaci (vir sanctæ vitæ et monachorum studiis ab adolescentia exercitatus); inoltre ricorda sotto il suo nome il trattato De ordinatione episcopi pieno di ratione (razionalità) e di humanitate (cultura), forse da attribuire all'omonimo genitore, un Petronio che si sapeva uomo erudito e che svolgeva il ruolo di Prefetto del pretorio delle Gallie (402/408). Da questo si possono dedurre alcune considerazioni biografiche: Petronio doveva appartenere ad una famiglia di alto rango; crebbe nella Gallia romana e in gioventù coltivò studi monastici, verosimilmente nell'ambito del monastero di Lerino; lasciò le prospettive di carriera politica e amministrativa che gli potevano competere per appartenenza sociale e intraprese la via del sacerdozio che lo condusse alla dignità episcopale, forse attraverso una permanenza a Milano in contatto con Ambrogio.

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