|
||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||
|
7.1.2025
..da
Identificazione Monete (numismatica).Buonasera, qualcuno mi può confermare se questa moneta è un grosso dello stato pontificio BONIFACIO IX? Grazie |
||||||||||||||||||||
|
||||||||||||||||||||
|
Roma, 11.1.2025
Egregio,di seguito riporto gli elementi significativi riguardanti la moneta di figura: Quattrino chiavarino1, zecca di Bologna, 1464-14902, numismatica-italiana.lamoneta.it W-BO1403/3-2, CNI X 55 (pag.28) Tav. II-113, Indice di rarità R Descrizione sommaria (sono indicate in rosso le parti della leggenda usurate o comunque non più leggibili): D. R. oS•PETR-ONIVS5, lungo il bordo, a partire da ore 1; nel campo, santo seduto, con città nella mano sinistra e pastorale a destra. La ricerca nel web di monete della tipologia di figura ha dato luogo ai seguenti risultati:
Un saluto cordiale. --------------------------------------------- Note: (1) Quattrino
(detto chiavarino), con santo seduto del XV
secolo. Riprendo parzialmente da https://www.cronacanumismatica.com/top-contents-la-lunga-storia-del-quattrino-a-bologna/
la lunga storia del quattrino di Bologna. In bassa
lega d’argento, fu battuto dal 1406. Nel Medioevo
il termine quattrino indicava una moneta da
quattro denari, ove il denaro era l’unità
monetaria di base più piccola. Il primo quattrino,
emesso a Firenze nel 1332, valeva quattro denari
toscani. Sessanta anni dopo il governo bolognese
decise di coniare anche a Bologna una moneta dello
stesso valore dei quattrini toscani che
circolavano già da molti anni nel suo territorio.
A Bologna però il suo valore era di due denari
locali in quanto nelle città emiliane il denaro
aveva subito una svalutazione minore di quanto
accaduto in Toscana. Il quattrino bolognese del
1406 presentava al dritto le chiavi pontificie ed
al rovescio san Petronio stante, con la città di
Bologna tenuta su una mano. La decisione di
battere questa moneta fu certo di natura
economica, mentre la scelta dei tipi fu politica.
All’inizio del Quattrocento, a seguito
dell’indebolimento del Papato provocato dallo
scisma religioso che aveva portato all’elezione di
una serie di antipapi, Bologna godeva di una
notevole autonomia. Così, nel 1401, Giovanni I
Bentivoglio ne approfittò per impadronirsi del
governo della città. Ma l’anno successivo venne
sconfitto a Casalecchio sul Reno da Gian Galeazzo
Visconti e la città passò sotto il dominio
milanese. Nel 1404, a causa della crisi dello
stato visconteo provocata dalla morte di
Giangaleazzo, Bologna tornò sotto il dominio
pontificio. Quando il cardinale legato Baldassarre
Cossa – poi antipapa Giovanni XXIII – prese
possesso della città cercò di attuare una politica
conciliante mantenendole una certa apparenza di
autonomia. Per questo motivo, quando i quattrini
furono battuti per la prima volta nell’ottobre del
1406, fu scelto di raffigurare le chiavi decussate
e legate, simbolo del potere pontificio, mentre
nel rovescio fu posto san Petronio, protettore
della città e simbolo di autonomia. Quindi la
figura del santo locale, posta sui quattrini,
doveva celebrare la parziale autonomia cittadina
nei confronti del pontefice. Nel 1464, per
distinguere il nuovo quattrino da quello vecchio,
il santo, che prima era in piedi, venne
raffigurato seduto. Un’altra modifica nell’aspetto
dei quattrini fu introdotta nel 1490 quando
Giovanni II Bentivoglio iniziò a inserire il suo
stemma familiare su tutte le monete che uscivano
dalla zecca di Bologna. Per questo motivo, nello
spazio sottostante le due chiavi incrociate
comparve lo stemma poligonale dei Bentivoglio, la
“sega”. Per mancanza di spazio l’incisore dei coni
tralasciò il cordone con il fiocco che univa tra
loro le chiavi.
In assenza delle
caratteristiche fisiche della moneta in esame
non sarà possibile svolgere un esame comparativo
con le monete autentiche del periodo.
(3) Le monete classificate CNI X 54 (pag.28) Tav II-11 hanno la tiara ad inizio della leggenda del dritto, le chiavi decussate munite di 4 occhielli circolari del Santo nimbato e mitrato. seduto di fronte, col pastorale nella mano destra e la città appoggiata sul ginocchio sinistro. (4) (5) oS•PETR-ONIVS. Traggo da wikipedia le note che seguono sulla figura del santo. Petronio (Bologna, IV secolo – Bologna, 450?), vescovo romano, guidò la Diocesi di Bologna dal 431 al 450 circa, attestato in forma documentata come ottavo vescovo di Bologna nell'Elenco Renano, un'antica lista dei vescovi bolognesi. In base a considerazioni storiche, il suo episcopato va collocato tra il 431 e il 449 (o 450). La reale esistenza del personaggio è suffragata da due testimonianze a lui coeve: Eucherio di Lione lo cita in una lettera come esempio di persona che aveva abbandonato una posizione sociale molto elevata per entrare nell'ordine sacerdotale; Gennadio di Marsiglia descrive Petronio, vescovo di Bologna, uomo di santa vita ed esercitato fin dall'adolescenza negli studi dei monaci (vir sanctæ vitæ et monachorum studiis ab adolescentia exercitatus); inoltre ricorda sotto il suo nome il trattato De ordinatione episcopi pieno di ratione (razionalità) e di humanitate (cultura), forse da attribuire all'omonimo genitore, un Petronio che si sapeva uomo erudito e che svolgeva il ruolo di Prefetto del pretorio delle Gallie (402/408). Da questo si possono dedurre alcune considerazioni biografiche: Petronio doveva appartenere ad una famiglia di alto rango; crebbe nella Gallia romana e in gioventù coltivò studi monastici, verosimilmente nell'ambito del monastero di Lerino; lasciò le prospettive di carriera politica e amministrativa che gli potevano competere per appartenenza sociale e intraprese la via del sacerdozio che lo condusse alla dignità episcopale, forse attraverso una permanenza a Milano in contatto con Ambrogio. |
||||||||||||||||||||
|
||||||||||||||||||||