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Roma, 29.1.2025
Egregio,
la moneta è una delle dieci riproduzioni (v. link)
su tondello ferromagnetico che la Plasmon - Linea
ragazzi nel 1978 realizzò per promuovere la linea Ergo
Spalma. Riporto in allegato una scheda descrittiva
della moneta originale.
Asse (rame)1,
zecca di Roma, 102 a. C.2, Crawford
322/2 (pag. 326), Sydenham
591 (pag. 82),
indice di rarità "(4)".
D. Testa laureata di Giano, sopra segno del valore
I.3
R. Prua di nave a destra. Sopra C·FABI C·F4;
sotto, ROMA;
sul rostro, uccello.
La ricerca nel web di monete antiche originali
della tipologia di figura ha dato luogo ai seguenti
risultati:
- http://www.acsearch.info/record.html?id=84038
Source A. Tkalec AG Auction Auction February 2008
(29.02.2008) Lot 377 Price 2000 CHF (~1916 USD)
COLLECTION OF ROMAN REPUBLICAN COINAGE C FABIUS
HADRIANUS AE-As, 25,35g. Rome. c. 102. Obv.:
symbol Laureate head of Janus. Rev.: ROMA / C FABI
C F Prow r., bird. Cr. 322/2; BMC 1611. RR! About
extremely fine, dark green patina Estimate: 1350
CHF.
- http://www.acsearch.info/record.html?id=84039
Source A. Tkalec AG Auction February 2008
(29.02.2008) Lot 378 Price 1900 CHF (~1820 USD)
Description COLLECTION OF ROMAN REPUBLICAN COINAGE
C FABIUS HADRIANUS AE-As, 28,44g. Rome. c. 102.
Obv.: symbol Laureate head of Janus. Rev.: ROMA /
C FABI C F Prow r., bird. Cr. 322/2; BMC 1611. RR!
About extremely fine, brown patina Estimate: 1650.
CHF.
Un saluto cordiale.
Giulio De Florio
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Note:
(1) Gli assi
della tipologia in esame (come quelli di cui ai link sopra riportati) erano di
rame e avevano un peso teorico attorno ai 27g e
dunque appartenevano alla serie cosiddetta
unciale. Come noto, alle origini della monetazione
romana, l'asse, per questo detto "librale", pesava
una libbra romana [325,44g], col tempo tuttavia
era stato ridotto sino ad assumere, nell'ultimo
quarto del 2° secolo e agli inizi del primo, un
peso teorico di appena 27,12g, pari ad un
dodicesimo di libbra, e quindi sino a pesare
quanto l'oncia delle origini. Perciò si parla di
asse "unciale" per distinguerlo dall'asse
"librale" delle origini.
(2) 102 a.C. è la datazione
riportata dal Crawford. Quella indicata dal
Sydenham è invece 96-95 a.C.
(3) Il segno del valore
per l'asse è "I". L'emissione completa
comprendeva:
| Nominale |
Categorico |
Dritto |
Rovescio |
| Denario
(argento) |
Crawford 322/1a |
Busto di Cibele a d., che indossa
corona turrita e velo; dietro segno di
controllo. Bordo perlinato |
Vittoria in biga a destra che sorregge
una frusta con la mano destra e le
redini con la mano sinistra; sotto le
zampe uccello; in esergo C.FABI C.F.
Bordo perlinato. |
| Denario
(argento) |
Crawford 322/1b |
c.s. ma dietro EX·A·PV, niente segno
di controllo. |
c.s. ma a sinistra dell'uccello di
solito segno di controllo. |
| Asse |
Crawford 322/2 |
Testa laureata di Giano; sopra I. |
Prua di nave a destra; sopra
C·FABI·C·F; dinanzi I; uccello sul
rostro; sotto ROMA |
(4) C·FABI C·F (Caius FABIus Caii
Filius - Caio Fabio, figlio di Caio). L'aspetto
interessante di questa moneta è l'uccello sul rostro
della nave. Il volatile si ripete anche sui denari
dello stesso monetiere. Come riferisce Seth W.
Stevenson,
nel suo "Dictionary of Roman coins", con
riferimento a simboli particolari, ma tuttavia
costanti, quando appaiono su singoli denari delle
famiglie romane, e specie quando si ripetono sulle
loro monete di bronzo, essi alludono ai soprannomi
delle famiglie. Del resto l'associazione tra i Fabii
Buteones(5) e
l'uccello ("buteo", per i Romani, era tanto il falco
quanto l'uccello palustre) é sostenuta anche da
Plinio(6) il quale
però ritiene che il "buteo" della leggenda dei Fabii
sia un falco. Secondo Crawford, vista l'evidenza
monetale, forse Plinio riportava correttamente la
leggenda ma non il tipo d'uccello. Quanto al
monetiere, dovrebbe trattarsi di C. Fabius
Hadrianus, pretore nell'84, romano di prima
generazione, il quale non aveva alcuna parentela con
i Fabii Buteones che, all'epoca della coniazione
della moneta, erano ormai estinti e, oltre tutto,
non avevano mai utilizzato "Caius" come "praenomen".
Si deve quindi ipotizzare che l'affinità tra il
nostro monetiere e i Fabii Buteones fosse di tipo
elettivo.
(5) La gens Fabia era un’antica,
nobile e potente famiglia che dette alla repubblica
romana molti grandi uomini. Essa si estese in sei
rami, cinque dei quali, i Buteo, Labeo, Pictor,
Hispaniensis, Maximus, hanno lasciato i rispettivi
cognomi sulle monete.
(6) Buteonem [accipitrem] hunc
appellant Romani, familia etiam [Fabiorum] ex eo
cognominata, cum prospero auspicio in ducis navi
consedisset - Plinio (L. X, c.8) (i Romani chiamano
"buteo" questo uccello, da esso essendo derivato il
"cognomen" dei Fabii, poiché sulla nave del
condottiero esso si era posato). |