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| Roma, sesterzio, Filippo II e la Pace Eterna | ||||||||||||||||||||||||||||||||
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9.5.2025
Ciao Giulio,
ti do del lavoro da fare! Marco mi ha chiesto di inviarti le foto di questa moneta che gli hanno regalato. Il diametro è di circa 3 cm. Il peso è di circa 14g (non è una bilancia di precisione). |
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Roma, 10.5.2025
Carissima, Sesterzio1,
zecca di Roma, 246-249 d. C.2,
RIC IV/III 268b
corr. (pag. 103), Cohen V 27
(pag. 163).
Giulio De Florio --------------------------------
(2) Il Ric propone una datazione generica (246-249d. C.). (3) IMP M IVL PH ILIPPVS AVG (IMPerator Marcus IVLius PHILIPPVS AVGustus). Visto che Filippo I e Filippo II Augusti hanno la stessa titolatura, le loro monete si possono distinguere solo per il tipo del dritto, essendo Filippo I rappresentato con un volto da adulto e Filippo II con uno da adolescente, molto simile al volto del defunto giovane predecessore, Gordiano III. Di seguito propongo una sintesi biografica dei due Filippi, ripresa in parte da wikipedia: "Filippo padre, noto come l'Arabo perché nato nella colonia araba di Bostra (città dell'attuale alta Giordania, nei pressi del confine con la Siria e Israele), aveva intrapreso la carriera militare e prestava servizio in Oriente al tempo in cui, a causa della minaccia persiana, il sovrano regnante Gordiano III (diciannovenne all'epoca dei fatti) accorreva in difesa del confine orientale, insieme al proprio suocero-tutore, prefetto del pretorio, Timesiteo. Durante il viaggio verso il teatro delle operazioni Timesiteo era morto misteriosamente e Marco Giulio Filippo aveva assunto l'incarico di prefetto del pretorio. Ma l'ambizioso Filippo, non contento di governare attraverso e per conto di Gordiano, creò difficoltà tra il sovrano e le truppe, gradualmente ne discreditò l'autorità sino a farlo assassinare facendosi poi acclamare imperatore (agosto/settembre 244). A dispetto del modo violento con cui era salito al potere, egli mostrò successivamente saggezza e moderazione nell'esercizio di governo. Conclusa in fretta (alcuni sostengono troppo in fretta) la pace con i Persiani, si spostò immediatamente a Roma. Conscio del pericolo che su di lui incombeva se privo di un successore, egli si attivò immediatamente per creare una dinastia, conferendo alla propria moglie Otacilia Severa il titolo di Augusta ed elevando il figlio Marco Giulio Severo Filippo, dell'età di appena sette anni, prima al rango di Cesare (244) e più tardi, in concomitanza del trionfo nella campagna danubiana, a quello di Augusto (maggio del 247). Il 21 aprile del 247 (secondo Jérôme Mairat) Filippo I organizzò grandiose feste per celebrare il millenario della fondazione di Roma. Nel 248 riuscì a bloccare l'invasione dei Quadi e dei Carpi che avevano invaso la Dacia, ma presto scoppiò la rivolta di Pacatiano nella Mesia Superiore (al confine danubiano). Decio, un abile generale, comandante delle truppe in Pannonia, inviato a reprimere la rivolta, riuscì nell'intento ma, a sua volta, si ribellò e mosse alla volta dell'Italia contro il suo sovrano. I due eserciti si scontrarono a Verona alla fine di settembre 249 in una battaglia nella quale Filippo fu sconfitto e perse la vita insieme al figlio. Secondo un'altra versione, Filippo II sarebbe rimasto ucciso a Roma in seguito all'ammutinamento della guardia pretoriana non appena giunta la notizia della sconfitta e della morte del padre. Per altre notizie sulla vita di Filippo I è possibile consultare l'Enciclopedia Treccani nella versione on line (v. link). (4) PAX-AETERNA. Il tipo della Pace che avanza sollevando il ramo d'ulivo e sorreggendo uno scettro è presente nella monetazione da Severo Alessandro sino all'Impero delle Gallie. |
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