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 Roma, follis, Costantino I e il Sole invitto
5.5.2020
..da NUMISMATICA ITALIANA MONETE ITALIANE DA COLLEZIONE ITALIAN COINS.
Valutazione di questa comprata in un mercatino?
fig. 1
Cliccare sulle figure per ingrandire
Roma, 11.5.2020
Egregio,
di seguito riporto gli elementi significativi riguardanti la moneta di figura:

AE Follis1, zecca di Roma, 314-315 d. C., RIC VII 78 (pag. 307), Cohen VII 536 (pag. 291), indice di rarità "r2".

Descrizione sommaria:
D. IMP CONSTANTINVS P F AVG2. Costantino I, busto laureato, paludato e corazzato a destra.
R. SOLI INV-I-CTO COMITI3. 4, segno di zecca. Il Sole radiato, stante a sinistra, solleva la mano destra e sorregge globo con la sinistra, chlamys pendente dalla spalla sinistra.

La ricerca nel web di monete della tipologia di figura ha dato luogo ai seguenti risultati:

  1. catawiki. Offerta Vincente: 30€. Rome mint, AD 317. SOLI INVICTO COMITI. A / RQ. Very good quality, rare coin! Good very fine condition, green original patina. RIC 78. Rated RARE in RIC, grade R2. Roman Empire - Constantine I bronze follis (3,00g - 19mm). Rome mint, AD 317. SOLI INVICTO COMITI. A / RQ. Very good quality, rare coin! IMP CONSTANTINVS PF AVG, laureate and cuirassed bust right. SOLI INVICTO COMITI, Sol standing left, holding globe, right hand raised; A in field. R Q in exergue. RIC.78. Very rare!! Beautiful green original patina. Good very fine condition!
  2. http://gams.uni-graz.at/archive/get/o:numis.2801/sdef:TEI/get Constantinus I. (Magnus) (306-337); Rom; 317; Follis; RIC 78. Collezione University of Graz Asse 5. Peso 3.03g.
  3. http://gams.uni-graz.at/archive/get/o:numis.2802/sdef:TEI/get Constantinus I. (Magnus) (306-337); Rom; 317; Follis; RIC 78. Collezione University of Graz. Asse 6. Peso 2.93.
Concludo osservando che le caratteristiche generali e di stile della moneta non si discostano da quelle delle monete d'epoca di pari tipologia. Mancano le caratteristiche fisiche, ragione per cui non è possibile l'esame comparativo con le monete autentiche del periodo. Nel presente stato di conservazione il valore venale di questa moneta, se autentica, è, a mio avviso, di non oltre 10 euro.

Un saluto cordiale.
Giulio De Florio

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Note:

(1) Follis (bronzo). Raccolgo in tabella le caratteristiche fisiche dei follis della tipologia di figura presenti nei link di cui sopra:

Riferimenti Peso(g) Diametro(mm) Asse di conio(h)
Link1 3,00 19 -
Link2 3,03 - 5
Link3 2,93 - 6
In assenza di elementi sulle caratteristiche fisiche della moneta in esame, non sarà possibile effettuare una comparazione con i dati in tabella.
(2) IMP CONSTANTINVS P F AVG (IMPerator CONSTANTINVS Pius Felix AVGustus). In altra pagina di questo sito (cliccare qui) ho tracciato una sintesi storica della tetrarchia, dalle origini sino alla conferenza di Milano del gennaio-febbraio del 313 che aveva sancito la parità di culto tra la religione cristiana e quella pagana, ma sopra tutto, dal punto di vista politico, affermato l'alleanza tra Costantino, Augusto d'Occidente e Licinio, Augusto d'Oriente. Ma la pace tra i due non era destinata a durare, Costantino infatti, per contenere il potere di Licinio, aveva avviato con lui negoziati per la creazione di uno stato cuscinetto tra i due reami comprendente la Rezia e la Pannonia, alla testa del quale intendeva mettere Bassiano, suo cognato, una volta elevato al rango di Cesare. L'annuncio dell'elevazione doveva essere dato a Treviri il 25 luglio del 315, nella ricorrenza del primo decennale di regno di Costantino. Ma in quell'occasione Costantino svelò invece un complotto ordito nei suoi confronti dallo stesso Bassiano e da Licinio che doveva trovare esecuzione per mano di Senecio, fratello di Bassiano. Seguì un periodo di guerra fredda tra i due Augusti con scambi di note diplomatiche, culminato con la rottura finale nell'agosto-settembre del 316 quando le zecche occidentali (Arles, Treviri, Roma, Ticinum, sotto il controllo di Costantino) cessarono di battere moneta anche nel nome di Licinio e le operazioni belliche ebbero inizio. Licinio, battuto a Cibalae (l'attuale Vinkovici nella Croazia orientale), si ritirò in Tracia ad Adrianopoli (l'odierna Edirne). Per assicurarsi la lealtà dell'esercito in Europa, Licinio durante la ritirata aveva elevato al rango di Augusto un suo generale, Valerio Valente, con responsabilità sulla Mesia Inferiore (l'odierna Macedonia). Costantino, come contromossa, aveva elevato al rango di Cesare, i figli Crispo e Costantino jr. L'avanzata di Costantino fu fermata a Filippopoli (Plovdiv, nell'odierna Bulgaria) da negoziati alla fine risultati infruttuosi. La parola tornò alle armi e i due eserciti si scontrarono di nuovo a Campus Ardiensis (una città posta a metà strada tra Sofia in Bulgaria e Nis in Serbia) in una battaglia non risolutiva nella quale Licinio fu comunque ancora una volta battuto. Costantino avanzò ancora sino a Bisanzio sulle tracce dell'avversario che però si era ritirato a Beroea (nel nord dell'attuale Grecia, v. mappa). Ora ciascuno dei due contendenti rischiava di vedersi tagliate le linee di rifornimento. Perciò nuovi negoziati furono intrapresi, Licinio dovette accettare la perdita di gran parte del territorio europeo e l'esecuzione di Valente, ma ottenne di poter conservare il trono. La pace fu sancita ufficialmente a Serdica, il 1.3.317 e furono riconosciuti come Cesari Costantino jr e Crispo, figli di Costantino I e Licinio jr, figlio di Licinio I. La partita finale tra i due Augusti era ancora una volta rimandata ... [n.d.r.; notizie storiche tratte dal RIC].
(3) SOLI INV-I-CTO COMITI (al Sole Invitto Compagno). Invitto era l'epiteto di tre diverse divinità, El Gabal (divinità siriaca), Mitra (divinità  di origine persiana), il Sole (il dio protettore dell'imperatore Aureliano) che venivano festeggiate nello stessa giorno, il 25 dicembre, "dies natalis solis invicti". La festa, secondo http://en.wikipedia.org/wiki/Sol_Invictus, fu introdotta da Elagabalo (218-222) e raggiunse l'apice della popolarità sotto Aureliano che la promosse in tutto l'impero. Quando Giulio Cesare aveva introdotto il calendario giuliano, il 25 dicembre corrispondeva approssimativamente alla data del solstizio d'inverno. Dunque, proprio nel giorno più corto dell'anno, il Sole dimostrava la sua natura invitta perché dava inizio ad un nuovo ciclo di crescita. Il tipo del rovescio di questa moneta richiama il culto del dio, persistente in tutta la monetazione di Costantino e, mantenendo la stessa leggenda, anche in quella precedente dai tempi di Adriano. Secondo P.M. Bruun, l'adozione dell'immagine del Sole sulle monete di Costantino, piuttosto che come professione di fede, va interpretata come una sfida all'ideologia tetrarchica di Diocleziano che voleva l'imperatore "gioviano", figlio di Giove. Poiché la moneta di figura fu coniata pochi anni dopo la battaglia di Ponte Milvio del 28.10.312, si pone il problema dell'apparente contraddizione tra la famosa visione di Costantino ("in hoc signo vinces", con riferimento al cristogrammo , nella vulgata popolare segno premonitore della vittoria su Massenzio) e l'omaggio al dio Sole, simbolo palese di paganesimo. In realtà la contraddizione è solo apparente, Costantino era a capo di un impero pagano e pagano egli fu durante il corso della sua vita, pare infatti che si facesse battezzare solo poco prima della morte. Come sovrano, egli pretese gli onori divini, facendosi riconoscere quale incarnazione del dio Sole; tuttavia nel 313, con l'editto di Milano, egli aveva legalizzato e protetto la religione cristiana, concesso benefici al clero e personalità giuridica alle comunità cristiane, i suoi stessi figli erano stati educati nello spirito della religione cristiana.  Insomma è probabile che, pur rimanendo legato al paganesimo, fonte del suo potere, promuovesse la convivenza, nella reciproca tolleranza, tra il paganesimo e il cristianesimo intuito come la religione del futuro. Quanto al cristogramma e alla sua interpretazione cristiana, esso appartiene ad una tradizione successiva agli eventi a cui viene comunemente riferito (la battaglia di ponte Milvio).
(4) Il segno di zecca  si compone di due parti:
  • la lettera A a sinistra nel campo individua l'emissione monetaria;
  • le lettere RT in esergo; ove R è breve per Roma e T è l'officina monetale (T= Terza di quattro al tempo attive nella zecca).
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