Indice Dietro Avanti
Treviri, follis, Diocleziano e il Genio del Popolo Romano
4.2.2025
..da Ancient Roman Coins.
I have a coin which appears to have been defaced, is any idea who the emperor is and maybe why his coins were defaced ?

fig. 1
Cliccare sulle immagini per ingrandire
Roma, 5.2.2025
Egregio,
di seguito riporto gli elementi significativi riguardanti la moneta di figura:

Follis1, zecca di Treviri, 296-297 d. C., RIC VI 170a (pag. 181), indice di rarità "c2"

Descrizione sommaria (sono indicate in rosso le parti della leggenda usurate o comunque non più leggibili):
D. IMP DIOCLETIANVS P F AVG2. Diocleziano, testa laureata a destra.
R. GENIO POPV- LI ROMANI3. Il Genio del Popolo Romano, stante a sinistra, moggio sulla testa, nudo tranne che per un clamys sulla spalla sinistra, sacrifica con una patera nella mano destra e sorregge una cornucopia con la sinistra4. B | Γ / T R5, segno di zecca.

La ricerca nel web di monete della tipologia di figura ha dato luogo ai seguenti risultati:

  1. saleuprod Lot 5178 | Web Auction: 21 Diocletian, 284-305. Follis. Starting price: 25 CHF Hammer price: 110 CHF Number of bids: 6 Bids Closing time: 19-Jul-22, 19:48:30 CEST Diocletian, 284-305. Follis (Silvered bronze, 28mm, 10.72g, 6h), Treveri, circa 296-297. IMP DIOCLETIANVS P F AVG Laureate head of Diocletian to right. Rev. GENIO POPVLI ROMANI / B - Γ / TR The Genius of the Roman people, nude but for chlamys, standing front, head to left, wearing kalathos and holding patera in his right hand and cornucopiae in his left. RIC 170a. Nearly fully silvered. Struck from slightly worn dies, otherwise, extremely fine. From the collection of Dipl.-Ing. Adrian Lang.
  2. saleuprod Lot 2119 Diocletian, 284-305. Follis (Silvered bronze, 29mm, 9.53g, 12 h), Treveri, circa 296-297. IMP DIOCLETIANVS P F AVG Laureate head of Diocletian to right. Rev. GENIO POPV-LI ROMANI / B - Γ / TR The Genius of the Roman people standing front, head to left, holding patera in his right hand and cornucopiae in his left. RIC 170a. Sharply struck and very well centered. Extremely fine. From the Rauceby Hoard, found in Lincolnshire in July 2017, submitted for consideration as Treasure to the PAS and returned to the finders (PAS ID: LIN-F6D516, BM Ref: 2017 T649).
  3. https://www.numismatik-naumann.at/auktion/#!/auction/lot?a=1978&l=898&p=9 Auktion 108, Los898 Beschreibung DIOCLETIAN (284-305). Follis. Treveri. Obv: IMP DIOCLETIANVS P F AVG. Laureate head right. Rev: GENIO POPVLI ROMANI / B - Γ / TR. Genius standing left, holding patera and cornucopia . RIC 170a. Heavy specimen Condition: Very fine. Weight: 13.66g. Diameter: 27mm. Bieten beendet Zuschlag 45 EUR 2 Gebote Startpreis 40 EUR Schätzpreis 50 EUR.
Concludo osservando che, per quanto consentito ad una valutazione a distanza, la moneta di figura presenta caratteristiche generali e di stile non difformi da quelle delle morte autentiche reperite nel web. In assenza delle caratteristiche fisiche non sarà possibile svolgere un esame comparativo con le monete autentiche del periodo. Nel presente stato di conservazione, se autentica, potrebbe, a mio avviso, valere c. 10€.

Un saluto cordiale.
Giulio De Florio

--------------------------------------------

Note:

(1) Follis. Secondo il RIC (pag. 181), il peso norma dei follis della tipologia in esame è di 8,5÷10,5g mentre l'asse di conio si colloca ad ore 0 o ad ore 12. Di seguito riporto le caratteristiche fisiche dei follis della tipologia di figura tratte dai link di cui sopra:

Riferimenti Peso(g) Diametro(mm) Asse di conio (ore)
Link1 10,72 28 6
Link2 9,53 29 12
Link3 13,66 27 -
In assenza delle caratteristiche fisiche del campione in esame non sarà possibile svolgere un esame comparativo con le monete autentiche reperite nel web.
(2) IMP DIOCLETIANVS P F AVG (IMPerator Caesar DIOCLETIANVS Pius Felix AVGustus). Il "fondatore" della tetrarchia era stato Diocleziano, acclamato imperatore il 17 novembre del 284 d.C. dalle truppe di stanza a Nicomedia, dopo l'assassinio dell'imperatore Caro su istigazione del prefetto del pretorio Apro, seguito, ad appena un mese di distanza, da quello del figlio Numeriano,. Nell'occasione Diocleziano aveva prima smascherato il mandante dei due delitti e poi lo aveva ucciso con le proprie mani. Inevitabile lo scontro con Carino, figlio di Caro, imperatore legittimo per successione e nomina paterna . Nella battaglia, avvenuta nella Mesia (area danubiana), Carino rimase ucciso per mano di un ufficiale della propria guardia personale e Diocleziano, rimase unico sovrano dell'impero. Memore delle esperienze trascorse, si propose di dare un nuovo assetto allo stato romano che garantisse maggiore sicurezza e tempestività di intervento nella difesa dei traballanti confini, desse maggiore stabilità all'economia, evitasse le lotte di  successione. Perciò pensò bene di dividere il potere con un generale fidato, Marco Valerio Massimiano, che fece Cesare nel 285 e Augusto nel 286, conferendogli il governo dell'Occidente e riservando invece a sé il controllo della parte più ricca e progredita del mondo romano, l'Oriente. La neonata diarchia (governo di due) fu innanzi tutto funzionale a contrastare la minaccia delle invasioni dal nord e dalle regioni orientali. La capitale dell'Occidente fu spostata a Milano, città più prossima alle zone di frontiera e quella d'Oriente a Nicomedia (l'odierna Izmit nel versante asiatico del Mar di Marmara). Ogni diarca controllava un proprio esercito, riorganizzato come forza di intervento rapido in grado di spostarsi velocemente in tutte le zone di crisi, se necessario anche in quelle di non diretta pertinenza. Allo scopo di fornire una base ideologica a questa nuova struttura dello stato, Diocleziano stabilì una gerarchia di comando che traeva spunto dalla gerarchia celeste: Massimiano diventava pari grado di Diocleziano e suo "frater" (fratello e quindi membro della gens Valeriana cui Diocleziano apparteneva - RIC VI pag. 9) ma la sua anzianità era inferiore a quella di Diocleziano perché, mentre Diocleziano assumeva il titolo di "Iovius", cioè figlio di Giove, Massimiano quello di "Herculius", figlio di Ercole, quindi più lontano da Giove per discendenza. Nel 293, sotto la pressione degli eventi militari alle frontiere, Diocleziano decise di estendere ulteriormente il progetto di decentramento dell'impero, affiancando, ai due Augusti, due Cesari, con l'incarico di presidiare rispettivamente i confini settentrionali (Britannia e Gallia) e quelli danubiani. L'impero risultò così diviso in quattro parti (in grassetto i nomi con cui i tetrarchi vengono di solito richiamati nei manuali storici):

Caio Aurelio Valerio Diocleziano, Augusto senior, ebbe il governo diretto della Tracia, Asia ed Egitto;
Caio Galerio Valerio Massimiano fu nominato Cesare dei Balcani, Tracia esclusa e quindi subordinato a Diocleziano;
Marco Aurelio Valerio Massimiano, in qualità di Augusto junior, ebbe il governo dell'Italia, Spagna e Africa;
Flavio Valerio Costanzo (noto anche come Costanzo Cloro), fu nominato Cesare della Gallia e della Britannia e quindi subordinato a Massimiano.

Allo scopo di garantire una linea naturale di successione, Diocleziano decise che ogni Augusto, dopo 20 anni di governo, avrebbe ceduto il potere al  proprio Cesare, il quale, divenuto Augusto, avrebbe a sua volta nominato un Cesare di fiducia. Questa dunque sinteticamente era, negli intenti di colui che l'aveva concepita, la tetrarchia (governo di quattro), un'organizzazione fortemente decentrata dello stato, ma non priva di unitá di comando, in cui l'Augusto senior dettava il disegno politico e gli altri, Augusto junior e Cesari, provvedevano all'esecuzione in autonomia di gestione. Con il passaggio dalla diarchia alla tetrarchia, l'ideologia del sistema si adeguò: come Diocleziano e Massimiano Erculio erano rispettivamente figli di Giove e di Ercole, così Galerio, attraverso l'istituto dell'affiliazione, lo divenne di Diocleziano  con l'appellativo di "Giovio" e Costanzo di Massimiano, con l'appellativo di "Erculio". All'uno e all'altro fu conferito il titolo di "nobilissimus Caesar", entrambi entrarono a far parte della "gens Valeriana", tutti furono vicendevolmente vincolati dalla "pietas", l'etica della gratitudine agli dei e dell'affetto per i consanguinei.
(3) GENIO POPV- LI ROMANI (Al Genio del Popolo Romano). La tipologia monetale del Genio del Popolo Romano, per l'ampia diffusione in tutto l'impero, fu utilizzata da Diocleziano per sottolineare la visione ecumenica della romanità. Agli occhi della gente comune, civili e militari, il follis, la moneta di tutti i giorni della prima Tetrarchia (in contrasto con gli antoniniani coniati precedentemente con tipologia continuamente mutevole), era associata all'idea della singolarità dell'essere romani e della solidità della valuta (un po' come il dollaro ai giorni nostri).
(4) La stessa tipologia di figura fu battuto dalla zecca di Treviri nel nome di tutti e quattro i Tetrarchi in carica nel 296-297 d. C.:
  • IMP DIOCLETIANVS P F AVG (Diocleziano - RIC 170a - v. link);
  • IMP MAXIMIANVS P F AVG (Massimiano Erculio - RIC 170b - v. link);
  • CONSTANTIVS NOB CAES (Costanzo Cloro - RIC 213a - v. link);
  • GAL VAL MAXIMIANVS NOB CAES (Galerio - RIC 213b - v. link).
(5) Il segno di zecca per questa moneta, B | Γ / T R, è composto da tre elementi, la lettera B in alto a sinistra che denota l'officina monetale (la seconda di tre attive nel periodo, descritte dalle lettere, A, B, C); la lettera Γ, segno distintivo dell'emissione, il nominativo di zecca in esergo, T R (breve per Trier, Treviri ai nostri giorni, Augusta Treverorum in epoca romana).
Indice Dietro Avanti